È una corsa contro il tempo ma è soprattutto un percorso ad ostacoli per il governo che rischia di schiantarsi contro il muro di Iva e Imu. Tra una settimana, il primo luglio, scatterà l’aumento dell’aliquota dell’Iva dal 21 al 22% mentre per riformare la tassazione sul settore immobiliare che dovrebbe portare all’abolizione dell’Imu sulla prima casa come chiede il Pdl, il governo ha poco più di un mese e mezzo di tempo. Il premier Enrico Letta si è impagnato, al momento della sospensione dell’acconto di giugno dell’imposta sugli immobili, ad effettuare la riforma della tassazione globale sugli immobili entro la fine di agosto. Al momento su entrambi i fronti non è stata presa alcuna decisione. Il governo è sotto pressione con il Pdl che ha puntato i piedi e chiede un rinvio dell’aumento dell’Iva almeno fino a dicembre e l’immediata soppressione dell’Imu. Ma conti alla mano, Letta contrappone a queste richieste i numeri (la prima ipotesi costa 2 miliardi e la seconda 4 miliardi) e dice che sarebbe già un miracolo poter rinviare l’aumento dell’Iva di tre mesi. Su questa soluzione di compromesso il Pdl potrebbe anche cedere ma resterebbe comunque la difficoltà per il ministro dell’Economia Saccomanni di trovare le risorse e soprattutto di convincere Bruxelles che gli impegni di bilancio saranno rispettati. Il premier giovedì e venerdì prossimi sarà a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo e quindi dedicherà i giorni che lo separano da questo appuntamento per trovare un accordo con la maggioranza, per placare il Pdl e soprattutto per trovare la copertura. Non solo. Ci sono problemi tecnici ai quali va data una risposta subito; ovvero commercianti e commercialisti devno aggiornare i registratori di cassa e la contabilità alla luce dell’aumento o meno dell’aliquota Iva. Tra lunedì e mercoledì sono quindi previsti degli incontri di maggioranza ma il compito più difficile ce l’ha Saccomanni. Il ministro dell’Economia sarebbe contrario a bloccare l’aumento dell’imposta perchè è dell’idea che il lavoro e le misure per aiutare le imprese sono le priorità per far uscire il Paese dalla crisi e su quese il governo deve concentrare le poche risorse di cui dispone. Mercoledì il governo dovrebbe presentare il pacchetto-lavoro con misure per favorire l’occupazione. Con queste misure in tasca, Letta conta di avere più forza nel negoziato Ue sui fondi europei proprio per rilanciare lavoro e crescita. Ma le Cancellerie europee non si fanno grandi illusioni sule decisioni che potranno venire dal Consiglio europeo e non perché esista ancora un «caso-Italia» ma semplicemente perché nessuno ha la ricetta per rilanciare l’economia europea e al tempo stesso mantenere la barra dritta sul rigore come continua a pretendere quello che è l’azionista di maggioranza dell’Eurozona, ovvero Berlino. Questo scenario potrebbe indurre quindi il governo a scegliere il rinvio dell’aumento dell’Iva. Se ne riparlerà dopo l’estate. Ma anche in questo caso si rischia l’effetto imbuto perchè all’Iva si sommano l’Imu, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, la legge di Stabilità in autunno e l’aumento dei ticket sanitari da gennaio 2014. Sul tavolo anche il blocco della Tares. Tra Iva, Imu, Tares e ticket sanitari il costo è di circa 11 miliardi che potrebbero però scendere a 7-8 miliardi in caso di interventi selettivi, magari circoscrivendo il blocco dell’Imu solo per le fasce sociali più basse. Il governo conta che dopo l’estate cominci a farsi sentire l’effetto del cosiddetto «tesoretto spread», ovvero una minore spesa per interessi dovuta all’uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Un tesoretto da 3-4 miliardi che diventerebbe utilizzabile subito. Pertanto i tecnici starebbero valutando una sorta di «copertura ponte» di 1 miliardo nel caso di un mini rinvio dell’aumento del’Iva o di 2 miliardi con lo slittamento di sei mesi da arccordare poi a fine anno con le altre risorse disponibili per la minore spesa per interessi. Ma non basterebbe. Al ministero dell’Economia stanno valutando una nuova fase di spending review da varare in autunno con la legge di Stabilità e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha detto che intende scongiurare l’aumento dei ticket. Il nodo comunque è soprattutto politico. Il Pdl sarebbe disposto ad accettare un rinvio dell’aumento dell’Iva ma sull’Imu non fa sconti. Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, incalza: «A che punto siamo con le coperture? A che punto siamo con le riforme? Al momento, dal ministero dell'Economia nessuna risposta precisa, nessuna assunzione di impegni, se non un generico "ci stiamo lavorando". Non basta. Il Paese ha bisogno di risposte certe».
Iva verso lo slittamento Il premier tratta con il Pdl
Le scadenze Mercoledì il Consiglio dei ministri per la decisione Riunioni di maggioranza ad inizio della settimana
