Fuori un’altra. Stavolta non è un’espulsione. Ma pesa, eccome, sugli equilibri deboli dei pentastellati. La senatrice Paola De Pin ha preso carta e penna e ha scritto una lettera per comunicare la sua decisione di lasciare il MoVimento 5 Stelle. La parlamentare spiega di essere intenzionata a lasciare anche la poltrona a Palazzo Madama e assicura che verserà i soldi avanzati dalla diaria in beneficenza. Tanto per sottrarsi alle accuse che i suoi colleghi hanno rivolto agli altri dissidenti. Non è servito il cambio di strategia di Beppe Grillo che ha telefonato ad alcuni critici per tentare di far rientrare il dissenso. Ora il comico genovese e il suo alter ego, Gianroberto Casaleggio, sono di fronte a un bivio: cambiare metodi e aprire un cantiere di idee anche per spiegare il lavoro svolto in Parlamento oppure chiudersi nella protesta e isolare i critici. Da questa scelta dipenderà il futuro del non partito. «Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle - scrive Paola De Pin - Desidero, inoltre, manifestare la mia piena solidarietà alla senatrice Adele Gambaro. È evidente che le critiche da lei sollevate, giuste o sbagliate che fossero, avevano un carattere politico e non meritavano né la reazione che hanno provocato, né, tanto meno, la successiva gogna mediatica». Sulla diaria precisa: «Per evitare ogni speculazione annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori, all’Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva». La delusione è evidente: «Il processo politico avvenuto in questi giorni - culminato con la decisione degli attivisti in Rete di convalidare la sua espulsione (quella della Gambaro, ndr) dal Movimento 5 Stelle - mi ha lasciato una profonda ferita - scrive De Pin - ritengo che il dissenso, e la possibilità di esprimerlo, siano necessari e rappresentino l’essenza del dibattito democratico. Il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per la paura delle conseguenze. Temo pertanto che questo episodio porti all’autocensura dei parlamentari 5 Stelle. Non bisogna mai avere paura di esprimere le proprie opinioni. Se questo timore dovesse esserci, non vivremmo più in una democrazia, ma in un altro sistema, molto più oscuro e pericoloso». Dunque, insiste, «se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso questa scellerata decisione di espellere un parlamentare, solo per aver espresso delle opinioni non gradite staremmo violando non solo i principi del Movimento 5 Stelle, ma anche quelli, ben più importanti, della democrazia». La senatrice conclude: «Sono consapevole che queste dichiarazioni rendono impossibile la mia permanenza nel M5S. Non ho nessuna difficoltà a riconoscere che la mia elezione a senatrice si deve allo sforzo e all’impegno di Beppe Grillo che ha saputo entusiasmare milioni di italiani che hanno votato il M5S. Con altrettanta franchezza però devo ammettere che gli atteggiamenti e la linea di condotta degli ultimi mesi rischiano di distruggere il lavoro di cinque anni, lasciando uno strascico drammatico di apatia e disillusione. Una responsabilità che io non posso e non voglio condividere. È anche per questo, al di là delle motivazioni contingenti, che ho deciso, con molto dolore, la separazione dal MoVimento. Mi riservo, inoltre di presentare in futuro le mie dimissioni da senatrice. Fino a quando ciò non accadrà, porterò avanti lo stesso dentro il Parlamento e nelle commissioni nelle quali sono presente, i valori del MoVimento in cui continuo peraltro a credere». Il capogruppo del non partito al Senato, Nicola Morra, ne prende atto: «Non ne sapevo nulla. Ho appreso la notizia dell’uscita di De Pin dalle agenzie di stampa. Voglio sentire la collega, cercherò di capire. Rispetto la scelta dei colleghi, dissento però dal metodo, avrei gradito sapere prima della sua determinazione ad andarsene». Poi ha aggiunto: «All’assemblea De Pin aveva espresso il suo disagio, che non era però di tipo politico, ma piuttosto relativo al suo territorio». Intanto Adele Gambaro è passata al gruppo misto. Dunque siamo a cinque: tre fuoriusciti (Labriola, Furnari e De Pin) e due espulsi (Mastrangeli e Gambaro). Mentre Beppe Grillo attacca il governo Letta-Alfano e continua la campagna elettorale in Sicilia. Ammette: «Alle Amministrative abbiamo fatto degli errori».
Un’altra senatrice lascia il MoVimento
Paola De Pin abbandona i 5 Stelle: «Non risconosciuto il dissenso» E sui soldi: «Diaria in beneficenza». La Gambaro si iscrive al Misto
