Meglio riprendere un’autonomia delle rispettive forze politiche, in attesa di una riflessione di un possibile progetto comune, visto che per ora i toni sono troppo esasperati. Una posizione spiegata bene dal comunicato congiunto di Scelta civica e Udc dopo l'incontro di ieri tra Mario Monti e Pier Ferdinando Casini a Palazzo Giustiniani. Nella nota si legge: «Questa mattina ha avuto luogo un incontro fra il presidente di Scelta Civica Mario Monti, il capogruppo alla Camera Lorenzo Dellai e il coordinatore politico Andrea Olivero con il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini e il segretario politico Lorenzo Cesa. Da parte di tutti è stato ribadito il convinto sostegno al governo Letta, incoraggiandolo alla massima determinazione in particolare per quanto riguarda le riforme strutturali indispensabili per la crescita e l'occupazione. È stata poi esaminata la situazione politica del Paese e in particolare l'evoluzione recente dei due maggiori partiti politici, Pd e Pdl».La nota di Udc e Scelta civica, dopo l'incontro tra Casini e Monti continua così: «Anche alla luce di queste vicende, si conferma la validità attuale e le potenzialità future del progetto politico intrapreso da Scelta Civica e dall'Udc, pur nell'autonomia delle loro rispettive organizzazioni, volto a dare voce e forza alle componenti del Paese che invocano profonde riforme per modernizzare l'economia e la società italiana. Esistono discussioni evidenti sulle modalità per organizzare l'area delle forze politiche che partecipano a questo progetto, attualmente Scelta Civica e Udc, alle quali parteciperanno anche altre forze politiche e sociali che potranno aggregarsi in futuro. Purtroppo queste discussioni hanno dato luogo nei giorni scorsi a numerose prese di posizione da parte di singoli esponenti delle due formazioni, con toni talvolta esasperati». Al termine della riunione, i vertici di Scelta Civica e dell'Udc «hanno espresso l'auspicio di riportare tale dibattito nell'alveo del confronto politico sulle idee per dare un concreto contributo all'azione di Governo e contestualmente rafforzare il progetto comune». È stato un incontro «molto schietto» secondo gli esponenti di Scelta Civica. Il leader Udc e il Professore non avevano un faccia a faccia politico da molto tempo. Ieri si è decisa quindi una «separazione di fatto» senza formalizzare da subito un divorzio con l'intesa che si cercherà di non perdere di vista il progetto politico originario nella speranza che si possa «recuperare» visto che le opportunità ancora si intravedono. Anche per questo è stato deciso di mantenere un unico gruppo parlamentare sia alla Camera che al Senato.
«Meno liti» ma Monti e Casini restano separati in casa
Meglio riprendere un’autonomia delle rispettive forze politiche, in attesa di una riflessione di un possibile progetto comune, visto che per ora i toni sono troppo esasperati. Una posizione spiegata...
