Il provvedimento che dovrà cercare di trovare una soluzione all’emergenza carceraria arriverà mercoledì in Consiglio dei Ministri, insieme a quello sul lavoro. La conferma è arrivata ieri dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: «È tutto a posto, oggi abbiamo chiuso il decreto nel pre-consiglio». Nel testo dovrebbe essere contenuta anche la norma che prevede la scarcerazione di 3000-4000 detenuti, oltre alla possibilità di scontare i residui di pena fuori degli istituti penitenziari. I detenuti potranno inoltre svolgere, a richiesta, in maniera volontaria e gratuita, attività lavorative per progetti di pubblica utilità presso lo Stato e gli Enti locali. Infine viene abrogata la tipologia di reato della «recidiva reiterata». Nessuna conferma, invece, della notizia – pubblicata dal quotidiano «La Repubblica» – secondo cui gli avvocati di Silvio Berlusconi avrebbero tentato di inserire nel decreto una norma per «salvare» il Cavaliere dall’interdizione dai pubblici uffici. «Non c'entra nulla con il provvedimento sulle carceri – ha spiegato Cancellieri – quindi più che di un emendamento fantasma parlerei di un emendamento fantastico». Il governo vuole invece affrontare in tempi rapidi il problema del sovraffollamento carcerario, insieme alla necessità di rendere i processi più snelli e veloci. I numeri, del resto, parlano chiaro: al 31 maggio 2013, nei 206 circuiti penitenziari risultano esserci 65.886 detenuti, di cui oltre 23 mila stranieri. Ma la capienza delle carceri, complessivamente, è solo per 46.995 detenuti. E una parte consistente della popolazione carceraria risulta essere ancora in attesa di un processo: ben 24.342 sono infatti indagati o imputati in custodia cautelare. L’esecutivo sta comunque lavorando anche su un piano di edilizia penitenziaria per aumentare il numero degli istituti e soprattutto per renderli adeguati a condizioni di vita più umane. «Il piano sta proseguendo secondo il programma stabilito – ha spiegato il ministro della Giustizia giovedì rispondendo a un question time alla Camera – alla fine dell'anno saranno consegnati all'Amministrazione penitenziaria più di 4 mila posti detentivi». Sempre al 31 maggio 2013 sono 11 mila le persone che usufruiscono della detenzione domiciliare. Il Guardasigilli ha spiegato anche di non essere contraria a un’amnistia: «Al di là delle considerazioni che appartengono al Parlamento e che sono strettamente politiche e quindi è giusto che sia il Parlamento a decidere qualsiasi provvedimento di clemenza, io credo che sarebbe l'unica soluzione, la strada maestra, per respirare un attimo e poter ripartire bene. Però il problema è squisitamente politico e non mi appartiene, ma sarebbe la soluzione tecnica più semplice e più efficace». Ma dal ministro della Giustizia è arrivata anche la «piena disponibilità a monitorare gli effetti» della riforma della geografia giudiziaria «per valutare correttivi da attuare entro il termine di un biennio». Annamaria Cancellieri ha infatti ribadito l’impegno a prendere in esame possibili interventi sulle norme che prevedono il taglio di oltre 1000 uffici e che entreranno in vigore il prossimo 13 settembre. La riforma, ha ricordato sempre giovedì nel question time, «rientra tra gli obiettivi imposti dall'Unione europea per la chiusura della procedura di infrazione a carico dell'Italia ed è già in fase avanzata. Ma resta aperta la possibilità di correttivi o integrazioni che ne rendano possibile la piena attuazione».
Carceri, mercoledì arriva il decreto
Prevista la possibilità di scontare all’esterno i residui di pena
