E se il Movimento 5 Stelle mettesse da parte l’utopia della «democrazia digitale perfetta» per organizzarsi in maniera più pragmatica, pur con il rischio di somigliare a un partito tradizionale? Un’eventualità sempre più concreta, data l’ampia la corrente di pensiero interna ai grillini che vorrebbe mettere un po’ d’ordine nella totale anarchia vigente oggi nei forum, in nome di un «uno vale uno» che a giudizio di molti non tiene conto della preparazione e delle competenze individuali. Laboratorio politico di questa operazione potrebbe essere il M5S di Roma e del Lazio, che il prossimo 6 luglio dovrebbe celebrare la sua prima assemblea generale ufficiale «reale», alla quale parteciperanno gli eletti alla Pisana, nei comuni laziali e nei municipi romani, oltre a tutti gli attivisti iscritti ai forum che si prenoteranno. L’idea è venuta al consigliere regionale Davide Barillari e al neo consigliere comunale di Roma, Marcello De Vito, nel tentativo di fare il punto su organizzazione interna e punti programmatici comuni. Proprio Barillari venerdì è andato a Milano a parlarne a Gianroberto Casaleggio, che a quanto pare ha dato il suo benestare. L’organizzazione della giornata al momento è al vaglio dello staff di Barillari, ma quello che colpisce è che potrebbe passare la linea di Marcello e Francesca De Vito: parola a tutti gli eletti e solo a un delegato per ciascun gruppo comunale e municipale. Un sistema questo che ricalca quasi in toto le assemblee partitiche tradizionali, con tanto di dubbi e proteste sui forum da parte degli attivisti più «radicali», che insistono nel definire necessario che «tutti abbiano diritto di parola e intervengano se hanno qualcosa da dire». Altra iniziativa che sta creando qualche malumore è quella di dotarsi al più presto di un ufficio stampa vero. Il nome che gira in rete è quello della giornalista Lucrezia Dell’Arti. «Durante la campagna elettorale ho cercato di mantenere un rapporto di rispetto reciproco con la stampa - confessa Andrea Aquilino, che si è occupato di gestire gli impegni, anche mediatici, di Marcello De Vito – e la cosa ha dato i suoi frutti. Ora però abbiamo necessità di comunicare bene quello che facciamo, perché l’informazione su internet è una bella utopia, ma per ora è limitante». Piedi per terra, dunque. Ma ciò non esclude che si possa continuare a perseguire anche qualche progetto più «avveniristico». Come quello del «parlamento elettronico regionale e comunale», che potrebbe essere pronto entro settembre. «Lo stanno mettendo a punto – afferma ancora Aquilino – e sarà un modello di partecipazione che farà scuola».
Nel Lazio la prima assemblea generale dei 5 Stelle
Vincenzo Bisbiglia E se il Movimento 5 Stelle mettesse da parte l’utopia della «democrazia digitale perfetta» per organizzarsi in maniera più pragmatica, pur con il rischio di somigliare a un...
