Terminato il fine settimana in montagna promesso alla famiglia per riposarsi dalle fatiche della campagna elettorale, il sindaco di Roma Ignazio Marino torna a Palazzo Senatorio per mettere a punto la propria squadra di governo. Quella che si apre oggi si preannuncia essere una settimana decisiva, anche se è possibile che la nuova giunta capitolina non veda la luce prima del week-end dei Santi Pietro e Paolo. Marino, però, vuol far presto. I prossimi saranno giorni decisivi per definire i rapporti tra il sindaco e la propria maggioranza. Cruciale sarà la mediazione con il Pd. Inizialmente Marino avrebbe voluto una giunta di assessori esterni, sullo stile di quella regionale guidata da Zingaretti. Ma il sindaco dovrà tenere presente le legittime rivendicazioni dei partiti. Si arriverà a uno schema misto: curriculum ed equilibri di partito. Il rapporto molto stretto tra il reggente del Pd romano Eugenio Patanè e Roberto Tricarico, caposegreteria in pectore del sindaco ed ex assessore a Casa e Ambiente della giunta comunale di Torino targata Chiamparino, avrebbe prodotto un primo schema di massima: 12 assessori, 6 donne (compreso il vicesindaco) e 6 uomini. Di questi, 6 sarebbero esterni (4 uomini e 2 donne); 4 in quota Pd (3 interni e un esterno donna), 2 a Sel, uno a testa a Civica Marino e Centro Democratico. Marino vorrebbe sui fedelissimi negli assessorati cardine: all’Urbanistica il professore di Roma Tre Giovanni Caudo; al Bilancio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnani, alla Cultura il direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi (con Gianni Borgna a Zetema). Per Sport e Qualità della vita (cavallo di battaglia del sindaco in campagna elettorale) in pole position il presidente del Comitato paralimico Luca Pancalli, in ottimi rapporti col presidente del Coni Giovanni Malagò e col ministro dello Sport Josefa Idem. Resta però in corsa Enzo Foschi. Per il Pd dovrebbero entrare Manuela Di Biase (compagna di Dario Franceschini), la renziana di Valentina Grippo e lo zingarettiano Paolo Masini (si parla dei Servizi sociali). La donna esterna potrebbe essere Patrizia Prestipino, ma si lavora su altre opzioni. Per Sel Luigi Nieri alle Periferie e Gemma Azuni. Per Centro Democratico l’ex senatrice e governatrice di Nassirya Barbara Contini. Per la civica Rita Paris, già sovrintendente dell’Appia Antica, che sarebbe vicesindaco. La presidenza dell’Assemblea Capitolina dovrebbe andare al popolare Mirko Coratti (in lizza però anche per un assessorato), mentre il ruolo di capogruppo allo zingarettiano Francesco D’Ausilio. Restano certo da limare molti dettagli - la componente dalemiana che fa capo a Umberto Marroni chiede un assessorato: in lizza lo stesso deputato e Daniele Ozzimo - e l’impianto di massima ma dovrà passare all’esame dei partiti, che il sindaco inizierà a incontrare in settimana. Marino ha intanto definito il proprio staff. Caposegreteria sarà Roberto Tricarino; capo di gabinetto il funzionario del Senato Luigi Fucito; segretario generale resterà Liborio Iudicello; la comunicazione andrà a Marco Bettini.
Marino prepara il compromesso di Giunta
Negli assessorati chiave un prof, un sottosegretario, il direttore di Radio 3 Un posto anche alla fidanzata di Franceschini. Ripescato Borgna a Zetema
