Una lettera aperta al segretario del Pd, Guglielmo Epifani, sottoscritta da 80 amministratori e dirigenti locali democratici vicini a Beppe Fioroni, per chiedere che il congresso sia «aperto e costituente». «Dobbiamo dar vita ad un Congresso costituente - scrivono -, la discussione sulle mozioni congressuali, da tenere nei diversi ambiti territoriali, non può essere limitata, ma deve essere la più ampia e partecipata possibile». «Il nostro Congresso - proseguono - non può risolversi in un referendum pro o contro qualcuno ma deve essere un confronto di proposte che ci faccia sentire tutti Democratici, superando i vecchi schemi e le categorie del passato, che ci riportano a contrapposizioni del passato tra ex democristiani ed ex comunisti e che non rappresentano, peraltro, un’intera generazione di Democratici. Abbiamo bisogno di iscritti, militanti e simpatizzanti che si riconoscano in una proposta politica condivisa e che non siano semplici tifosi di una leadership più o meno forte». «Anche per questo proponiamo che il Congresso nazionale si possa svolgere in due giorni, sabato e domenica, con i nostri gazebo sempre aperti - insistono -, magari anche per una notte intera, pensando ad una notte bianca dei Democratici, perché no? Abbiamo la necessità di svolgere congressi di circolo, provinciali e regionali, nei quali ciascun democratico si senta a casa propria e apporti il proprio contributo di idee e di proposta convinto di acquisire un patrimonio condiviso sul quale costruire la base del nostro stare insieme».
«Serve un congresso aperto»
Una lettera aperta al segretario del Pd, Guglielmo Epifani, sottoscritta da 80 amministratori e dirigenti locali democratici vicini a Beppe Fioroni, per chiedere che il congresso sia «aperto e...
