Pier Luigi Bersani sta facendo come l'assassino che cede alla tentazione di tornare sul luogo del delitto. L'ex segretario del Pd non ha solo preteso e ottenuto un ufficio nella sede del partito, vicino a quello che aveva prima di dimettersi, ceduto al suo successore temporaneo Guglielmo Epifani. Un ufficio dove gli sarà magari più facile controllare e condizionare il lavoro dell'ormai sostanziale reggente: soprattutto quello preparatorio del congresso genericamente annunciato per l'autunno. Ancor più significativamente per l'immagine dell'assassino che torna sul luogo del delitto, egli ha ripreso da una parte a disseminare di chiodi la strada del giovane sindaco di Firenze Matteo Renzi, da lui sconfitto nelle primarie dello scorso autunno per l'inutile corsa a Palazzo Chigi, e dall'altra a tessere la tela di un governo con Nichi Vendola sostenuto dai grillini disposti a rompere con il loro capocomico. E pazienza se il governo in carica è pieno di ministri del Pd, alcuni dei quali scelti proprio da lui quando era ancora segretario dimissionario, ed è guidato dall'allora suo vice segretario Enrico Letta. Un governo ch'egli chiama "di servizio", ma che mostra di considerare politicamente di mezzo servizio per il peso che vi ha l'odiato Silvio Berlusconi. È francamente curioso che Bersani, come anche il suo successore e vicino di stanza, pretenda di essere creduto, come ha fatto ieri in una lunga intervista al Corriere della Sera, nella difesa del governo attuale dall'invadenza del Cavaliere o dai possibili effetti dei suoi processi, mentre ripropone scenari governativi di segno opposto. E il ministro a lui più vicino, quello allo Sviluppo Flavio Zanonato, sfida il Pdl sul terreno più scivoloso per una crisi, quello fiscale, negando margini sia al blocco dell'Iva sia alla soppressione dell'Imu sulla prima casa. A ringalluzzire Bersani, e a fargli tornare la voglia della mischia, all'interno del partito contro Renzi e all'esterno contro Berlusconi, il "giaguaro" che non riuscì a smacchiare a dovere nelle urne di fine febbraio, sono stati un po' i risultati delle elezioni amministrative di maggio, secondo lui vinte dal Pd grazie all'alleanza con Vendola, rottasi a livello nazionale per l'accordo di governo con il Cavaliere, e un po' le crescenti tensioni fra i grillini. Che egli attribuisce ai semi da lui lanciati su quel campo quando tentò di conquistarne l'appoggio da presidente del Consiglio incaricato per un governo che amava definire "di cambiamento e combattimento". E che ora sembra disposto a chiamare, se mai gli dovesse tornare la palla, soltanto di "cambiamento". Un governo che Bersani probabilmente è ancora convinto di avere mancato tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile solo per il rifiuto ostinatamente opposto dal capo dello Stato alla sua richiesta di presentarsi comunque al Senato con la sua squadra ministeriale di cosiddetto centrosinistra, anche senza una maggioranza precostituita, contando proprio sulla possibilità di spaccare prima o dopo i grillini e procurarsene i voti o le assenze necessarie. Le analisi e convinzioni di Bersani, esplicite o implicite, continuano tuttavia a mancare di realismo. I risultati delle elezioni amministrative di maggio, per esempio, vengono letti e interpretati a prescindere dal forte e distorsivo calo dell'affluenza alle urne e dai voti che il Pd ha continuato a perdere, in termini assoluti, anche dopo il turno politico di fine febbraio. Le pur forti e indubbie tensioni fra i grillini, poi, oltre ad essere ancora lontane dai numeri necessari al Senato per ribaltare davvero l'attuale maggioranza, sono di contenuto e natura completamente estranei ai contenuti di un programma di governo. E le dimensioni nazionali e comunitarie della crisi economica, finanziaria e sociale con cui siamo alle prese non consentono di certo avventure, come sarebbe quella di un governo appeso al perdurante vuoto dei grillini. Un vuoto che accomuna in fondo infedeli e fedeli al comico.
Bersani sul luogo del delitto
di Francesco Damato - Pier Luigi Bersani sta facendo come l'assassino che cede alla tentazione di tornare sul luogo del delitto. L'ex segretario del Pd non ha solo preteso e ottenuto un ufficio nella...