I senatori - che ieri hanno proseguito il confronto sulla vicenda della senatrice «colpevole» di aver criticato in modo eccessivo Beppe Grillo - si incontreranno di nuovo lunedì mattina nella speranza, perseguita da alcuni, di disinnescare il caso. Ma se anche il capogruppo Nicola Morra ieri ha confermato che la riflessione proseguirà, anche per sentire le ragioni di Adele Gambaro (se non si presenterà sarà anche questo un probelma da affrontare, viene spiegato) alla fine l’ipotesi che si profila è quella di un voto che, per l’ala ortodossa del Movimento, è un pronunciamento pro o contro Grillo. Certo votare contro l’espulsione non significa essere mandati via dal Movimento, ma sarà un modo per schierarsi su posizioni ben precise. Non è detto ancora che questo significhi una scissione o una fuoriuscita da M5S, che, peraltro, non preoccupa gli stessi ortodossi. Se vanno via una trentina di persone non è un problema, almeno si sa con chi si sta. Nella riunione di ieri mattina il capogruppo Nicola Morra, di cui giovedì sono state anche chieste le dimissioni, avrebbe preso la parola per difendere la decisione di avviare la procedura di espulsione della Gambaro non condividendola. In assemblea ci sarebbe stato anche chi, come Vito Crimi, avrebbe insistito sul ruolo di Beppe Grillo per il Movimento. C’è chi ha profilato un ruolo ormai di capo politico e non solo di megafono dei grillini. Così criticare lui sarebbe ledere l’immagine del Movimento stesso. Intanto se, come pare, si arriverà al redde rationem di lunedì, con un voto per decidere se far esprimere la rete sull’espulsione della Gambaro, qualcuno potrebbe porre la questione della irricevibilità della richiesta. Ma c’è anche chi si potrebbe orientare a chiedere il voto segreto. E questo, per lasciare più libertà di coscienza, soprattutto a chi, non vuole l’espulsione della senatrice Gambaro, ed è convinto che questo non significhi tradire Grillo. I senatori dissidenti contrari all’espulsione sarebbero una trentina. Ma chi è M5S?, è la domanda. Ma ciò che sembrerebbe pesare nel ragionamento di deputati e senatori contrari all’espulsione è in realtà quale sarebbe la reazione di Grillo. Intanto il leader torna ad attaccare il governo: «No tengo dinero. Le panzanate elettorali di Berlusconi sull’Imu, che dovremo comunque pagare, le fandonie del Governo sull’Iva, che crescerà comunque di un punto, e sulla riduzione delle tasse, che aumenteranno a livello locale, dicono una cosa sola: le casse sono vuote». Sul blog Grillo pubblica poi un’analisi effettuata dal sito Infiltrato.it secondo cui quasi un deputato su due del M5S è sempre in aula.
Lunedì verdetto sull’espulsione della senatrice dissidente
I senatori - che ieri hanno proseguito il confronto sulla vicenda della senatrice «colpevole» di aver criticato in modo eccessivo Beppe Grillo - si incontreranno di nuovo lunedì mattina nella...
