L’euro in ostaggio della Corte tedesca di Karlsruhe? Non è una novità, così come non lo è che la crisi sia stata utilizzata alla grande dalla politica di Berlino. Prima era un sospetto, un argomento di polemica; ora però c'è la quasi certezza. Cominciamo dai giudici costituzionali che hanno messo sotto processo la Bce ed il piano Omt di acquisto di titoli pubblici. Piano mai attuato ma che ha funzionato bene da deterrente. Esattamente un anno fa gli otto magistrati in toga rossa misero sotto indagine il programma Esm di prestiti governativi ai paesi a rischio default: ne uscì, a settembre 2012, un via libera condizionato. Ma chi sono questi giudici e da dove vengono? Ebbene, sono tutti nominati dalla politica: quattro dalla Cdu, il partito di Angela Merkel; gli altri quattro dai socialdemocratici, tra i quali il presidente della Corte Andreas Vosskhule. Solo uno di loro, il democristiano Michael Gerhard, ha un background giuridico. Tre sono stati ministri o sottosegretari in governi regionali, uno è un ex presidente del Bundesrat, la Camera dei laender. Non è forse il caso di sottilizzare troppo, in Italia, su una simile massiccia lottizzazione. Se non fosse che i giudici di Karlsruhe hanno contro l'intera comunità economica mondiale, compreso il Fmi di Christine Lagarde. Del resto anche Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, è un ex consigliere della Merkel, targato Cdu. Weidmann ha testimoniato contro la Bce, della quale fa parte, mentre un altro tedesco, il componente del board Jorg Asmussen, ha deposto a favore. Asmussen è iscritto alla Spd ed è stato viceministro delle Finanze. Prima domanda: ma non è un dogna teutonico quello della separazione dei poteri tra banche centrali, politica e magistratura? Beh, evidentemente in Germania sono più italiani di noi. Resta il fatto che neppure a Roma sono lontanamente immaginabile un governatore di Bankitalia, un presidente della Bce e l'intera Corte costituzionale tutti iscritti a partiti. Angela Merkel ed il suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schauble, entrambi Cdu, hanno rilasciato dichiarazioni filo Bce. Ma anche qui, gratta gratta, si scopre che nulla viene fatto gratis, dal punto di vista del tornaconto politico. Der Spiegel, il maggiore settimanale tedesco, ha appena pubblicato un'indagine sui consensi della Merkel, corredati di sondaggi per le elezioni federali del 22 settembre. È molto interessante metterli a raffronto di ciò che è accaduto in Europa da tre anni a questa parte. Cioè da quando è esplosa la prima crisi greca. All'inizio del 2010 la Cdu aveva 15 punti di vantaggio sui socialdemocratici. A metà anno il rapporto si inverte e la Spd passa avanti, seppure di poco. Che cosa è accaduto? Che la Germania ha ceduto alle pressioni del resto d'Europa per varare il primo salvataggio di Atene. Nei mesi successivi la Cdu perderà tutte le elezioni regionali, ma la Cancelliera prende buona nota. E dunque il governo tedesco rimette in discussione gli aiuti alla Grecia, mentre nell'estate 2011 esplode il caso Italia. Ad agosto la Bce, dove Draghi sta per succedere a Jean-Claude Trichet, accetta di sostenere i nostri Btp e quelli spagnoli, in cambio di una serie di condizioni. L'opinione pubblica tedesca reagisce come l'anno prima: cala la Merkel, sale l'Spd. A quel punto Berlino chiede e ottiene la sostituzione di Silvio Berlusconi con Mario Monti, e il riscontro è immediato: la Cdu torna a crescere. Il 2012 è l'anno di Monti in Italia, di Francois Hollande in Francia e di Mariano Rajoy in Spagna: in pratica, cambiano tutti i governi dei paesi per i quali i contribuenti tedeschi temono di mettere mano al portafoglio. Ed il divario tra Cdu e Spd raggiunge la forbice massima: il 39 contro il 27 per cento. L'effetto Karlsruhe lo misureremo nei prossimi mesi: ma si può star certi che ci sarà, e come sempre da tre anni a questa parte la Merkel tirerà la corda fino all'ultimo. Poi, incassato il risultato elettorale, magari tornerà filo-euro. Forse.
Così Berlino tiene in scacco l’euro
di Marlowe - L’euro in ostaggio della Corte tedesca di Karlsruhe? Non è una novità, così come non lo è che la crisi sia stata utilizzata alla grande dalla politica di Berlino. Prima era un sospetto,...