Politica

«Bonus mobili anche dopo il 31 dicembre»

«È una boccata d’ossigeno per il settore e i consumatori»

dall'inviato MILANO «Sono venute oltre 1000 persone». Roberto Snaidero parla seduto su un divanetto del Mico. Il presidente di FederlegnoArredo è raggiante. In 10 giorni ha incassato un decreto del governo che introduce per la prima volta in Italia il «bonus mobili» e il Forum Legnoarredo, organizzato per la seconda volta a Milano, è stato un successo. Sta tornando un po' di fiducia? «Non le nego che è un momento particolare. Dal 2008 ad oggi il nostro settore ha perso il 40% di fatturato sul mercato interno e quasi 65mila posti di lavoro. Il bonus è una boccata d'ossigeno. Un'opportunità per le imprese, ma anche per i consumatori che potranno utilizzare il credito fiscale». Certo, non c'è molto tempo. «Sì, è vero, scade a dicembre 2013. E siamo in attesa che esca la circolare attuativa anche per poter rispondere con certezza ai dubbi di chi vorrebbe usufruirne. Ma c'è molto interesse. Già il giorno dopo l'approvazione del decreto c'erano persone che nei negozi chiedevano informazioni per capire come funziona». Cosa vi aspettate in termini economici? «Il nostro ufficio studi ha valutato in 1,8 miliardi l'impatto potenziale del bonus. Aspettiamo. Certo, se al 31 dicembre dovessimo vedere che l'operazione ha avuto un risvolto positivo, cercheremo sicuramente di dargli nuovo impulso». Non teme che, alla fine, si trasformerà in un semplice spot? «Io non credo. Come le ho detto c'è molto interesse. Ovviamente non è la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi del settore. Ma, le assicuro, è un bel sospiro di sollievo per tanti». Cosa altro servirebbe? «Come associazione, in questi anni, abbiamo puntato molto sull'internazionalizzazione. Il mercato estero, a differenza di quello interno, ha continuato a crescere. Usa, Cina, Russia, ma anche Europa (sarò a Londra il 2 luglio). Stiamo lavorando molto bene con la nuova Ice. E a ottobre abbiamo il Made Expo, la fiera dell'edilizia e delle costruzioni, a Milano». Benissimo, ma dovesse chiedere una cosa al governo? «Non bisogna assolutamente aumentare l'Iva al 22%. Produrrebbe una sicura riduzione dei consumi». Nessuna crociata per difendere il settore dalla concorrenza sleale? «Purtroppo esiste la piaga di personale, principalmente immigrato, che lavora nel nostro Paese senza rispettare le regole. E' una piaga che va eliminata». Al di là del bonus qual è il bilancio di questo primo mese di governo? «Decisamente positivo. C'è la consapevolezza che occorre tornare a crescere. E in tal senso l'investimento sul settore dell'edilizia può essere un volano importante». Quindi meglio queste larghe intese che le precedenti? «Con il governo precedente non si riusciva a dialogare. Con questo sì e i risultati si vedono. Senza contare che ora, prima di mettere una tassa, almeno si discute».

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