«Lo vengano a spiegare. A noi, agli iscritti, ai militanti, a quelli che hanno votato alle primarie. Ci vengano a spiegare perché dovremmo restringere la partecipazione». Lo sfogo in Transatlantico del renziano Lorenzo Guerini, dà il segno del dibattito che agiterà il Pd nelle prossime settimane. La reazione è al documento firmato dai bersaniani Stefano Fassina, Maurizio Martina e Alfredo D’Attorre. Nel testo si suggerisce di affidare agli «iscritti» l’elezione dei segretari provinciali e regionali e di usare l’albo degli iscritti delle primarie per coinvolgere i cittadini che sono andati a votare per il candidato premier. Insomma, le primarie per eleggere il nuovo segretario del Pd non sarebbero, in questo modo, aperte a chiunque volesse partecipare. «Dico - incalza Guerini - ma vogliamo davvero passare dai 3 milioni delle ultime primarie a 150mila persone?». A non condividere l’impostazione del documento bersaniano ci sono anche Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria, e Matteo Orfini. «Non sono per niente d’accordo», dice sancendo la frattura con Fassina, collega tra gli ormai ex «giovani turchi». Nel fiorire di documenti e prese di posizione delle varie componenti Pd, spunta anche la lettera di 40 deputati contro il correntismo. Mentre Nicola Zingaretti mette uno stop alle voci di una sua candidatura alla segreteria del Pd. Il documento dei bersaniani, dal titolo «Fare il Pd», si snoda su diversi assi: il primo è quello della critica all’uomo solo al comando, il secondo riguarda l’organizzazione del congresso. Tutto il contrario della linea renziana. Nel documento, si invita a chiedersi «se non sia stata una forzatura usare le primarie per l’elezione dei segretari regionali e non sia meglio, invece, privilegiare una visione organizzativa e politica che affidi agli iscritti la selezione degli organismi territoriali». Inoltre, «l’albo dei partecipanti alle primarie, così faticosamente costruito, non può continuare a essere una miniera di informazioni inutilizzata». Mentre le componenti si posizionano in vista dell'avvio del percorso congressuale, 40 deputati hanno inviato una lettera aperta a Epifani e Speranza contro il correntismo. «Dopo aver assistito alla spartizione da manuale Cencelli» dei ruoli nel partito, è scritto, in vista del percorso congressuale, si deve aprire un «dibattito sui contenuti» fuori da ogni schema correntizio. In tutto questo, Nicola Zingaretti mette la parola fine alle illazione su una sua possibile candidatura al congresso. «Sono Presidente del Lazio da tre mesi: per me è un onore servire questa Istituzione e voglio farlo con tutto l’impegno». Per questo«anche alla luce delle indiscrezioni di questi giorni, ribadisco che non è nei miei progetti candidarmi per un ruolo di segretario del Partito Democratico: compito nobile e appassionante, che tuttavia richiede dedizione esclusiva».
Renziani e bersaniani tornano a scontrarsi sulle regole delle primarie
«Lo vengano a spiegare. A noi, agli iscritti, ai militanti, a quelli che hanno votato alle primarie. Ci vengano a spiegare perché dovremmo restringere la partecipazione». Lo sfogo in Transatlantico...
