Politica

Marino si insedia: «Partirò dai più deboli»

Passaggio di consegne con Alemanno, il neosindaco al Campidoglio in bici Lungo colloquio col predecessore: «Lavoreremo nell’interesse di Roma»

Da ieri Ignazio Marino è ufficialmente il sindaco di Roma. Nelle stanze del Campidoglio si è consumato il passaggio di consegne con l’ormai ex primo cittadino Gianni Alemanno, condito da sorrisi e strette di mano. Ma l’immagine simbolo della giornata resterà probabilmente quella del neosindaco che, come promesso, «scala» il Campidoglio a bordo della sua bicicletta rossa, assicurata poi con catena a uno stallo fatto montare appositamente per l’occasione. Subito dopo l’incontro con Alemanno, Marino è apparso molto sorridente. «È una grande emozione - ha spiegato - per una persona che è arrivata in questa città da bambino, divenirne primo cittadino». «Io mi assumo questa responsabilità - ha continuato - con grande umiltà e con l’idea di svolgere un compito al servizio della città, ascoltando i cittadini e partendo dai più deboli». Marino ha rinviato ai «prossimi giorni» per i nomi della Giunta. Per il momento si è limitato a tributare un omaggio al suo predecessore: «Alemanno mi ha illustrato con molta chiarezza le difficoltà di un ruolo così importante, le difficoltà economiche del Campidoglio e della città, e ci siamo stretti la mano con l’idea che, anche in ruoli evidentemente diversi, io come sindaco e lui come rappresentante principale dell’opposizione, cercheremo di lavorare nell’interesse della città». La giornata del Campidoglio era cominciata proprio nel segno del congedo di Alemanno. L’ex sindaco, con i suoi più stretti collaboratori, aveva già liberato il suo ufficio nei giorni scorsi e, in mattinata, aveva partecipato all’Assemblea generale di Confcommercio all’Auditorium della Conciliazione. A margine della quale si era voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe: «La nostra - aveva detto - non sarà un’opposizione distruttiva a priori come faceva la sinistra, sarà piuttosto costruttiva ma anche forte e dura quando servirà». «Innanzitutto - ha continuato - bisognerà ascoltare quello che vuole fare il sindaco, perché ha promesso tutto e il contrario di tutto». Ha annunciat, infine, la difesa «dei valori fondamentali della Capitale, su questo non si scherza». Toni che sarebbero stati poi comunque ammorbiditi nel pomeriggio, al momento del passaggio di consegne. Marino è stato proclamato sindaco dall’ufficio elettorale poco dopo ora di pranzo. In quei momenti è trapelata la volontà di prendere possesso del suo ufficio già nel pomeriggio, in una cerimonia che avrebbe dovuto tenersi lontana da microfoni e telecamere e che alla fine è stata aperta per lo meno ai flash dei fotografi. Il sindaco, nonostante l’abbigliamento formale in giacca e cravatta e il gran caldo, non ha voluto disattendere alla promessa di salire in Campidoglio in bici, e così ha fatto, accompagnato dai sorrisi e dagli applausi di sostenitori e curiosi. Una volta entrato in Campidoglio, si è intrattenuto per una quarantina di minuti con Alemanno, mentre la parte «ufficiale» del cambio della guardia, comprese stretta di mano e firma del passaggio dei poteri, è stata officiata dal capo del cerimoniale, l’avvocato Francesco Piazza. Poi Alemanno e Marino si sono affacciati insieme dal balcone dell’ufficio del sindaco, quello con vista sui Fori Imperiali, e si sono concessi ancora all’obiettivo dei fotografi. L’esponente del Pd ha coltp l’occasione anche per scambiare qualche battuta con il capo dei vigili Carlo Buttarelli, prima di affidare al solito Twitter l’annuncio della sua nomina: «Ho appena firmato il passaggio di consegne in Campidoglio. Da oggi sono ufficialmente il Sindaco di Roma». Allegata, la foto della stretta di mano con Alemanno. Poco dopo un nuovo tweet per invitare tutti i «cittadini» alle 18 di oggi al Campidoglio, per festeggiare il successo elettorale. Negli stessi momenti l’ex sindaco abbandonava il Campidoglio: «Non ho alcun rimpianto - le parole dette ai giornalisti - ringrazio la città dell’onore che mi ha concesso. Io in questi anni ho cercato di servirla al meglio. Me ne vado con animo assolutamente leggero». «Ricomincio dall’opposizione - ha concluso - perché ho una serie di doveri nei confronti della città che devo portare avanti come capogruppo dell’opposizione. Ci sono poi le tematiche di carattere nazionale perché è chiaro che se non riparte la politica nazionale anche la politica nelle città non può andare bene». Tra gli esponenti politici che hanno assistito all’insediamento di Marino anche l’ex assessore alla Cultura Umberto Croppi. Per lui si parla da tempo di un ingresso nella nuova Giunta: «Non ho alcun ruolo - ha smentito con i giornalisti - sono solo invenzioni, nessun coinvolgimento. Ero qui a curiosare». Come che sia, i tempi per conoscere i nuovi nomi non dovrebbero essere lunghi. Oggi l’ultima festa, poi Marino si metterà al lavoro per sciogliere le riserve sulla sua squadra.

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