La sconfitta è stata cocente. Per il Pdl ma, soprattutto, per quella Destra «diffusa» che raccoglie l’eredità di Alleanza Nazionale. Una sconfitta nella sconfitta. Che ha il volto di Gianni Alemanno e di un partito in cui, a parte rare eccezioni (Maurizio Gasparri e Altero Matteoli), è ormai nelle mani degli ex Forza Italia. Fuori, nel frattempo, sono nati i Fratelli d’Italia, Francesco Storace da tempo si batte alla guida della Destra, mentre Fli, «tramontato» Gianfranco Fini, si aggira in cerca d’autore. E allora sorge spontanea la domanda: c’è ancora spazio per una formazione di destra capace di rivolgersi a quell’elettorato deluso da Silvio Berlusconi che ha deciso di rifugiarsi nell’astensionismo? Una prima, parziale risposta, la dà Ignazio La Russa. Che con Guido Crosetto e Massimo Corsaro traccia le linee di un «disegno politico nuovo, un centrodestra di prospettiva con Giorgia Meloni leader di riferimento». Guai a ribattezzarla «cosa nera». Perché il progetto di cui Fratelli d’Italia vuole farsi promotore, si rivolge anche a chi deciderà di lasciare il Pdl. O da tempo gravita nell’orbita extraberlusconiana. Gli «ingredienti» da mettere nel calderone non mancano. Il problema, semmai, è se bastano per «cucinare» un buon piatto. Per Fdi, ovviamente, sì. Al punto che La Russa pensa già ad un nome possibile: «A me piace moltissimo il termine "alleanza". Una parola antica e moderna nello stesso tempo, anche di profondo significato religioso. Ma inserire la parola "alleanza" nel simbolo di un nuovo centrodestra farebbe solo confusione, perché noi non intendiamo fare nessuna operazione nostalgia e tornare indietro». Insomma, nessuna riedizione di Alleanza Nazionale. Anche se i riferimenti culturali restano quelli. «Ripartiremo dalle tesi di Fiuggi - prosegue l’ex ministro della Difesa - e dai nostri rifermenti. Marinetti, Prezzolini, D’Annunzio, l’esoterismo di Evola, di Renè Guènon, le idee di Marcello Veneziani». «Fratelli d’Italia sarà il primo motore per la costruzione di un nuovo cantiere» gli fa eco Corsaro. E un appuntamento è già fissato. Domani e sabato, a Milano, si svolgeranno le «Giornate tricolori». Sarà l’occasione per cominciare ad allestire il «cantiere» della nuova Destra. La Russa elenca gli invitati: Tremonti, Magdi Allam, Pietro Laffranco, Salvo Pogliese, Giovanni Donzelli, Nania, Ronchi, Francesco Storace, Cossiga, Reggiani del Mir, esponenti di Fermare il declino, Letizia Moratti. Non ci saranno ex An del Pdl («hanno scelto legittimamente di rimanere nel Pdl»), né esponenti di Fli. «Ho avuto un colloquio molto cordiale con Roberto Menia - spiega -, ma anticipare i tempi di un incontro sarebbe un errore». E Gianni Alemanno? «Non l’abbiamo invitato per rispetto: è giusto lasciargli un po’ di spazio e di tempo per riposare. La sua non è un’esclusione politica». Insomma, il percorso è tracciato: «Vogliamo costruire il nuovo centrodestra che raccolga tutto ciò che è extra Berlusconi e sia alleabile con quel centrodestra. Saremo un centrodestra nazionale diverso, autonomo, indipendente, alleabile col centrodestra berlusconiano che ormai marcia verso Forza Italia». Il leader c’è già. «Quando si andrà di nuovo a votare - spiega Crosetto - l’alternativa a Renzi, per tutto il centrodestra, può essere Giorgia Meloni. È il nostro volto di immagine e leadership, una leader preparatissima e giovane».
È Giorgia l’anti-Renzi della nuova Destra
Dopo la sconfitta elettorale apre il cantiere per raccogliere il mondo non berlusconiano
