È scoppiato un incendio nel MoVimento 5 Stelle, già in fibrillazione, e fra i suoi parlamentari. Questa volta non sono state le diarie, ma, alla luce della débacle pentastellata alle amministrative divampata ieri, oggetto della polemica è stato lo stesso Grillo, il suo modo di comunicare e non solo. Anche se quella che sembrava una «resa dei conti» nel MoVimento fondato dal comico genovese, poi, col passare delle ore, si è trasformata in un rientro nei ranghi. È bastato che da uno dei fedelissimi di Grillo arrivasse un messaggio: «Chi è a disagio se ne può andare». Tutto è partito dalle dichiarazioni di due giorni fa, rilasciate in tv, della senatrice Adele Gambaro, che a Sky e, ieri, su La Stampa ha attaccato il fondatore dei grillini sottolineando come «il nostro problema sono i toni e i post minacciosi di Grillo, non è mai venuto a trovarci in Parlamento, siamo soli». Pronta e durissima la replica del comico, che ha invitato sul blog la senatrice a uscire al più presto dal non partito. Il decreto di espulsione diretto alla politica bolognese è sembrato poter creare una sorta di tsunami con una trentina di parlamentari-cittadini grillini, almeno secondo quanto riferiscono alcuni esponenti del M5S, non insensibili alla tentazione di lasciare magari il gruppo penstastellato per confluire nel misto o formare nuovi gruppi in aula. Perché ormai il MoVimento sembra articolarsi in due fazioni: i fedelissimi della coppia Grillo-Casaleggio e coloro che condividono tutti gli ideali di Grillo ma non le sue uscite rabbiose sul blog che offuscano il lavoro dei parlamentari nei palazzi del potere. Nel secondo gruppo Bartolomeo Pepe, che ieri ha spiegato come i «grillini siano Grillo-dipendenti e destinati all'autodistruzione». Tra i fedelissimi invece è intervenuto sul caso Gambaro Alessandro Di Battista che definisce i toni di Grillo «sintomo di sana incazzatura» e non le manda a dire alla senatrice tanto discussa. «La Gambaro si dovrebbe ricordare che prima di essere una parlamentare è una cittadina con l'elmetto, se non condivide la battaglia democratica si esclude da sola». Poi, però, nel bel mezzo dei tumulti è arrivato il senatore pentastellato Vito Crimi(sostituito come capogruppo in Senato da Nicola Morra) che, come un pretoriano, ha difeso il suo leader: «Grillo è l’unica esperienza di rivoluzione culturale, chi non condivide più le nostre idee è libero di andare». I penstastellati provano così a ricompattarsi, anche se i risultati delle amministrative hanno lasciato il segno. Adele Gambaro spiega: «Non voglio fare nessun passo indietro. Assolutamente non passo al Misto. Io sono ancora nel Movimento 5 Stelle e ci rimango finché non dovessero decidere di espellermi» ha detto al termine della riunione congiunta delle commissioni Esteri e Difesa nella sala del Mappamondo alla Camera. Gambaro spiega di essere «tranquillissima» perché «non ho detto nulla di male e c’è stata questa reazione spropositata. Il problema è lui - ribadisce riferendosi a Grillo - non sono io». Sull'ipotesi di espulsione, che i colleghi senatori - secondo quanto si apprende - non avrebbero intenzione di avallare, la senatrice Gambaro dice: «Non me ne voglio andare perché i rapporti al gruppo al Senato sono buoni». Mentre all’ex capogruppo Vito Crimi replica: «Io mi trovo in sintonia con le idee del MoVimento». Il problema? «Grillo deve stare attento, non è più un uomo qualunque, rappresenta milioni di italiani. Io non ho offeso nessuno e sono stata offesa: pretenderò scuse pubbliche da Grillo. Sono una signora, ho una certa età e lui mi deve rispetto». Grillo non ci sta e sul blog precisa: «Pochi mesi fa, prima di essere eletta, nelle sue dichiarazioni d’intenti» Adele Gambaro «scriveva: "Penso a un parlamentare che nel caso non fosse più in sintonia con il M5S, grazie al quale è stato eletto, la sua base, i suoi principi, semplicemente si debba dimettere». Cosa è successo in questi mesi? Perché la senatrice non rispetta quanto promesso nero su bianco agli attivisti che le hanno dato fiducia con il voto delle parlamentarie?». Sul blog il comico invita la senatrice ad abbandonare il MoVimento dopo quelle che definisce «dichiarazioni false e lesive nei confronti miei e del Movimento 5 Stelle». In serata chiarisce il senatore Michele Giarrusso: «Allo stato non è prevista una decisione dell’assemblea dei senatori su Gambaro. Ci sarà? Faccio il portavoce del gruppo, non il mago Otelma. Grillo ha detto delle cose corrette: chi non crede nel MoVimento è giusto che lasci». Tra pochi giorni Grillo tornerà a Roma per discutere con i «suoi».
Attacchi e dispetti, rissa a 5 Stelle
La Gambaro lancia la sfida al comico: «Si scusi, non vado al Misto» Grillo replica: si dovrebbe dimettere come affermava un tempo
