Evitare tensioni nella maggioranza è l'imperativo. E, soprattutto, evitare «pericolose» fughe di notizie su posizioni personali che potrebbero ripercuotersi sugli equilibri già fragili di una maggioranza divisa sul merito delle riforme, a partire da quella elettorale. Così il governo ha messo il «silenziatore» ai 35 saggi, che ieri hanno avviato il lavoro che li condurrà entro il 15 ottobre a consegnare una relazione al governo. Il governo, infatti, vuole scongiurare ogni possibile pretesto per dar il la alle critiche politiche. Ma quale sia l'intenzione dell’esecutivo è chiaro già dalla mattina, quando il premier Enrico Letta - che assiste all'insediamento ufficiale della Commissione - afferma senza giri di parole: «È una opportunità unica che non va sciupata». E Letta ribadisce, sempre per tranquillizzare i partiti, che «il Parlamento sarà centrale». Poi, le modalità con cui si entrerà nel vivo delle riforme sono ancora da scegliere: non è escluso un ddl del governo, spiega Quagliariello, «ma è prematuro parlarne. Quello che è certo è che la sintesi dei saggi sarà consegnata dal governo al Parlamento».
Al via la prima riunione dei «saggi»
Evitare tensioni nella maggioranza è l'imperativo. E, soprattutto, evitare «pericolose» fughe di notizie su posizioni personali che potrebbero ripercuotersi sugli equilibri già fragili di una...