Prima riunione d'insediamento della Commissione per le Riforme costituzionali in via della Stamepria. Oltre al ministro per le riforme Gaetano Quagliariello, presenti il presidente del Consiglio Enrico Letta e i presidenti delle Commissioni Affari costituzionali di Senato e Camera, Anna Finocchiaro e Francesco Paolo Sisto e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. Il lavoro della Commissione per le riforme costituzionali, iniziato oggi, si svolgerà «in piena autonomia», ha assicurato Letta aprendo i lavori della commissione dei saggi e riservando per sé il «ruolo del "mossiere" del Palio di Siena», unico insindacabile giudice della validità della partenza. Il premier, secondo quanto riferiscono fonti di Governo, ha poi ringraziato tutti i presenti, sottolineando come gli esperti costituiscano «il meglio della riflessione giuridica del nostro paese. La qualità della commissione - ha spiegato Letta - è motivo di grande soddisfazione per il Governo e costituisce un ulteriore sprone per cogliere un'opportunità unica che non va sciupata». Ricordando poi il rientro dalla procedura di infrazione europea e il rispetto delle sei raccomandazioni ricevute dall'Ue, ne ha aggiunta una settima: "Quella delle riforme strutturali del Paese che portino a istituzioni che agiscano in maniera corretta, rispettose della volontà popolare e che agiscano con efficacia". A dettare la road map, e a mettere qualche paletto, il ministro Quagliariello, ricordando innanzitutto che la data ultima per presentare le proposte è il 15 ottobre. I saggi si riuniranno il lunedì, dalle 11 alle 18,30. Il ministro ha spiegato che si parte "dalla riforma dell'assetto bicamerale del parlamento, per poi proseguire sugli altri aspetti della forma di Stato e in particolare sulla riforma del titolo V, quindi passeremo alla forma di governo e poi alla legge elettorale". Quagliariello ha quindi spiegato che "una volta raccolti gli indirizzi della commissione dei saggi sarà poi compito del comitato di redazione elaborare dei rapporti intermedi recanti le proposte che confluiranno nel rapporto finale che la commissione adotterà e trasmetterà al governo". In questo modo, "potremo concludere per fine luglio un primo approfondimento su tutti i temi". Quagliariello ha inoltre spiegato che al termine di ogni sessione "ci sarà l'approvazione del documento prodotto dal comitato di redazione". E ancora: "le ultime sedute saranno dedicate a portare a sintesi e coordinare ulteriormente i lavori. Il compito della commissione non è quello di produrre un articolato normativo ha precisato il ministro - ma una relazione che evidenzi le criticità dell'assetto attuale, individui delle possibili ipotesi di riforma, ne evidenzi le implicazioni in termini di vantaggi ed eventuali svantaggi". Ogni argomento sarà supportato da un dossier ed ogni intervento dovrà durare al massimo cinque minuti, ma saranno possibili approfondimenti scritti. Infine, il ministro ha indicato ai saggi che "i nostri lavori devono ruotare intorno a tre perni: competenza, neutralità, riservatezza". Una raccomandazione importante, poi: "A una commissione come questa non è chiesto di rappresentare posizioni politiche. Bensì è chiesto un contributo in termini di professionalità e di autorevolezza, che consenta di proporre possibili strade di razionalizzazione - ha concluso Quagliariello - chiedo riservatezza: è auspicabile, anzi direi che è richiesta, una sostanziale riservatezza riguardo ai lavori che si svolgono all'interno di questa commissione, proprio per permettere un confronto quanto più sereno, competente e oggettivo, lontano dalle preoccupazioni mediatiche». Prima dell'inizio dei lavori, la presidente della Commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro ha avvertito: "Non esiste un piano B".
Riforme, al via i lavori della Commissione
Presente anche il premier Letta che ha ricordato: quella delle riforme è la settima raccomandazione Ue. Quagliarello: «Quattro mesi per decidere» Finocchiaro: «Non esiste un piano B»
