Politica

Pressing del governo sulle riforme. Scontro tra i partiti

Pressing del governo sulle riforme costituzionali: esecutivo e maggioranza accelerano l'iter del ddl costituzionale che istituisce la Commissione dei 40, fissando entro fine luglio la data del via...

Pressing del governo sulle riforme costituzionali: esecutivo e maggioranza accelerano l'iter del ddl costituzionale che istituisce la Commissione dei 40, fissando entro fine luglio la data del via libera del provvedimento in prima lettura nei due rami del Parlamento. Il testo sarà all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato a partire da giovedì. Ad ottobre, con l'ok finale al ddl, dovrebbero arrivare sul tavolo di palazzo Chigi anche le proposte della Commissione dei saggi. Oggi si terrà la riunione d'insediamento della Commissione per le riforme costituzionali. Ma se sul calendario l'esecutivo spinge sull'acceleratore («C'è un impegno a correre», dice Franceschini) e i partiti che sostengono l'esecutivo marciano all'unisono, altrettanto non può dirsi per i contenuti. Restano intatte, infatti, le distanze tra Pd e Pdl, con i democratici che dopo un'apertura iniziale sul semipresidenzialismo tornano ora a spingere sul tasto della legge elettorale, mentre i pidiellini non intendono cedere terreno sul fronte dell'elezione diretta del Capo dello Stato. Si naviga a vista, tanto che al vertice di maggioranza la questione dei contenuti non è stata nemmeno sfiorata, proprio per evitare nuove tensioni che rischiano di compromettere l'iter del ddl. Ma le diverse posizioni tornano a farsi sentire. Il capogruppo di Scelta Civica, Lorenzo Dellai, prova a stringere: «La maggioranza ha deciso che non aspetterà l'ok al ddl per entrare nel merito delle riforme, ma inizierà subito il confronto sui singoli temi, così da arrivare a settembre, con il via libera finale al ddl». Pdl e Pdl però frenano. Il pidiellino Brunetta spiega che i partiti di maggioranza dovranno iniziare a discutere del merito delle modifiche da apportare alla Carta. Ma per il momento nessun abboccamento è all'orizzonte. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parla di «ineludibile processo riformatore della seconda parte della Costituzione». Il «saggio» Frattini assicura: quanto varato dal governo deve essere approvato dal Parlamento a fine ottobre. Per quella data la nostra proposta dovrebbe essere pronta». E chiarisce che «la Commissione non va a sostituire il ruolo del Parlamento».

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