«È un’iniziativa "renziana", inutile nascondersi dietro un dito». Davide Ricca è il coordinatore dell’associazione Adesso! Torino e del sito Ateniesi.it («gli "entusiasti" della Leopolda», come si autodefiniscono). Anche volendo è veramente difficile non descriverlo come un "renziano". E infatti lui non rifiuta "l’etichetta". Anzi, la rivendica con orgoglio. Al punto che il 22 e il 23 giugno, a Torino, ha organizzato un’iniziativa per «aprire il Pd». «È il primo tentativo concreto - spiega - di dare seguito alle parole pronunciate da Matteo in occasione dell’Assemblea Nazionale («open Pd, è meglio di occupy Pd» ndr ). Vogliamo aprire il partito a tutte quelle persone, non iscritte, che dalle primarie in poi si sono messe in movimento. Un mondo "renziano" fatto di associazioni e iniziative web». «Purtroppo - prosegue - ci siamo accorti che esiste una distanza tra questo "movimentismo" e l’anima più "istituzionale". Per questo abbiamo deciso di organizzare un incontro con i parlamentari eletti». Il parterre è piuttosto nutrito: Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti, Andrea Marcucci, Lorenza Bonaccorsi, David Ermini, Nadia Ginetti, Davide Faraone, Stefano Collina, Matteo Biffoni, Francesco Bonifazi, Roberto Cociancich, Nicola Danti, Stefano Lepri, Silvia Fregolent e Mino Taricco. Oltre a Francesco Clementi, uno dei 35 saggi che si sta occupando delle riforme istituzionali (il più giovane). Tutti "renziani". Tutti pronti ad una due giorni di confronto e dibattito all’Arsenale della Pace. «È un’idea nata insieme agli amici toscani di Renzi Due Punto Zero - continua Ricca -. Sarà un’iniziativa chiusa che si svolgerà con la formula del workshop. Completamente finanziata da chi vi partecipa. Stiamo ricevendo adesioni da tutta Italia ma non supereremo le 200 persone. Anche per far sì che ci sia un vero confronto». E c’è già il prossimo appuntamento: Viareggio, settembre. «Sì, stiamo organizzando una serie di tappe. Anche perché il discorso programmatico della Leopolda va arricchito». La domanda, a questo punto, è d’obbligo: state preparando il programma del nuovo segretario del Pd? «Renzi deciderà in assoluta autonomia se candidarsi o no. A noi interessa capire che congresso sarà, quali saranno le regole. È chiaro che siamo per primarie più aperte possibile. Vogliamo Matteo candidato premier. Se la segreteria è un passaggio per arrivare alla premiership ben venga. Ma prima viene il Paese, poi il partito». Quindi sareste pronti a mollare il Pd? «No. Un grande leader deve avere le spalle un grande partito. Io sono un iscritto, il Pd è il nostro partito. Certe cose non ci piacciono, ma vogliamo cambiarle dall’interno. Il 22 e il 23 giugno cercheremo di strasferire un po’ del nostro entusiasmo ai parlamentari. Bisogna conoscersi, organizzarsi, darsi una mossa».
Gli uomini del sindaco sono pronti alla sfida. E ripartono da Torino
«È un’iniziativa "renziana", inutile nascondersi dietro un dito». Davide Ricca è il coordinatore dell’associazione Adesso! Torino e del sito Ateniesi.it («gli "entusiasti" della Leopolda», come si...
