Politica

Marchini: «Io vicesindaco? Non cerco incarichi»

«Una certa disaffezione nasce dal fatto che molta gente pensa che chi vince, indipendentemente da chi sia, non incida sulla vita dei cittadini. In campagna elettorale sono stati usati strumenti...

«Una certa disaffezione nasce dal fatto che molta gente pensa che chi vince, indipendentemente da chi sia, non incida sulla vita dei cittadini. In campagna elettorale sono stati usati strumenti abbastanza forti come i sussidi ai disoccupati, quindi se malgrado ciò la disaffezione è tanta soprattutto nei quartieri più popolari, la credibilità della proposta politica comincia a far sentire il suo peso». A dirlo è Alfio Marchini, «sorpresa» del primo turno, commentando il risultato elettorale nella Capitale. Secondo il candidato sindaco di «Roma nel cuore», «quando tu cominci a dire "700 euro al mese agli sfrattati, 500 euro ai giovani disoccupati" e nonostante ciò non riesci a rivitalizzare le fasce più deboli, evidentemente c’è un problema di credibilità della politica che viene percepito dalle persone». L’unico dato certo dopo il ballottaggio è per Alfio Marchini la debacle del sindaco uscente e, con lui, della tradizione romana della destra: «Oggi c’è un simbolo - spiega - finisce l’ultimo dei rappresentanti di un movimento. Fini non c’è più e Alemanno era l’ultimo rimasto con una forza nazionale. Forse è l’inizio di una nuova fase, o no?». Infine il candidato sindaco di «Roma nel cuore» smentisce ogni ipotesi di un suo ingresso nella Giunta di Ignazio Marino: «Io vicesindaco? Non ci penso proprio» risponde durante lo speciale elezioni di SkyTg24. Marchini spiega che il suo contributo a Roma sarà quello di «far crescere questo movimento e farlo diventare forte e solido. I nostri 12 punti sono un contributo concreto, se vorrà tenerne conto aiuteremo Marino in modo propositivo, ma senza sconti». Secondo Marchini poi «l'astensionismo non è un dato secondario, in una città come Roma è un fatto politico». Marino «è stato votato da una parte importante, ma è una minoranza. Per risolvere i problemi importanti di Roma», il nuovo sindaco per Marchini deve «coinvolgere pezzi importanti di società». E se Marino dovesse chiamarlo? «Ho già detto che non voglio incarichi, ma ho avuto un voto importante. In meno due mesi abbiamo raggiunto un risultato straordinario, è stato trasversale e non solo dei moderati. È stato un voto per incidere, non di protesta. Chi cerca di fare una lettura del quadro politico dividendolo in moderati, centrosinistra e centrodestra sbaglia. È preistoria. Serve il coraggio di guardare al futuro e al presente senza nasconderci in finte definizioni rassicuranti».

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