Politica

Il governo frena sullo stop dell’Iva e punta a blindare le riforme

Strategie Pressing di Letta sui partiti: è il momento delle scelte Pessimismo sulla copertura per evitare l’aumento dell’imposta

Il blocco dell’aumento dell’Iva (dal 21 al 22% dal 1° luglio) appare sempre più difficile. Da Palazzo Chigi in via informale si fa sapere che su questo punto «c’è pessimismo» e che comunque la decisione va presa solo a fronte di una copertura certa. E al momento le condizioni dell'economia non sono favorevoli. Anzi secondo le rilevazioni dell’Istat c’è un peggioramento rispetto alle stime di un mese fa e questo non permette al governo di allargare i cordoni della borsa. Inoltre le poche risorse disponibili devono essere impiegate a favore dell’occupazione. Il premier ha deciso di mettere in cima all'agenda le misure sul lavoro e ha intenzione di varare il piano nazionale prima del Consiglio europeo del 27 giugno. Di questi temi si parlerà oggi nel vertice di maggioranza che è stato anticipato ieri da un incontro tra Letta, Alfano, Saccomanni e Franceschini. La riunione sarà a trecentosessanta gradi. Servirà a preparare il vertice di venerdì prossimo a Roma con i ministri del Lavoro e dell’Economia di Francia, Spagna e Germania che è di preparazione del Consiglio europeo. Letta vuole arrivare a venerdì con in tasca un piano preciso per sollecitare i partner europei e soprattutto la Germania, ad affrontare il problema della crescita e dell’occupazione magari prevendendo un allentamento della politica del rigore. Nei giorni scorsi il Cavaliere aveva invitato il premier ad alzare la voce sul tavolo del Consiglio europeo nei confronti della Cancelliera Angela Merkel. Ma da giorni palazzo Chigi ribadisce che non è possibile far tutto. È il momento delle scelte, tocca ai partiti mettersi d'accordo, altrimenti ci penserà il governo: sarà questo il ragionamento che Letta farà oggi incontrando i capigruppo della maggioranza. Sarà una sorta di preconsiglio politico, visto che giovedì è prevista una riunione del governo in cui il ministro dello Sviluppo, Zanonato, porterà il pacchetto sulle semplificazioni e le liberalizzazioni. Letta ascolterà i suggerimenti di Pd, Pdl e Scelta civica. A patto che poi si agisca tutti nella stessa direzione. L'argomento principale sarà il capitolo riforme, visto che lo stesso Letta presenzierà domani alla prima riunione del Comitato dei saggi. La partita delle riforme verrà gestita soprattutto dai ministri Franceschini e Quagliariello, ma il premier ribadirà che non si può perdere tempo. Dall'iter delle riforme dipende la vita del governo. L'obiettivo è fissare tempi certi e blindarne l'iter in Parlamento.

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