Politica

A Sulmona l’IdV esiste ancora

Il centrosinistra trionfa con Ranalli battendo al ballottaggo La Civita (Pdl) Elezioni funestate dalla morte del candidato sindaco Di Benedetto

Un ballottaggio strano. Dall’esito scontato. Giuseppe Ranalli è il nuovo sindaco di Sulmona. Ha sconfitto il suo avversario, Luigi La Civita, che al primo turno era arrivato terzo. In mezzo la morte di Fulvio Di Benedetto. Morte per infarto durante un confronto elettorale a pochi giorni dal voto. Il candidato di Sulmona Unita poteva essere la vera sorpresa di queste elezioni, tanto che, nonostante la sua morte, le liste a lui collegate gli hanno consentito di arrivare secondo. Il nuovo sindaco ha ottenuto 6.439 preferenze, pari al 66.03% degli elettori. L'avversario, Luigi La Civita, recupera circa 1.300 voti rispetto al dato del primo turno, fermandosi a 3.313 voti, pari al 33,97%. Ranalli vince queste elezioni cariche di tristezza. Vince a nome del centrosinistra che raccoglie lo scontento di cinque anni di governo del pidiellino Fabio Federico che ha lasciato irrisolti molti problemi, che non ha saputo dare risposte e unità a una coalizione che alle stesse elezioni si è presentata frammentata. Federico, seppur per pochi giorni non è riuscito a garantire la governabilità alla città, consegnando nelle mani del commissario prefettizio Palazzo San Francesco. Adesso arriva Ranalli, sindaco motivato da entusiasmo, che è riuscito a conquistare due voti su tre di quei pochi sulmonesi che hanno deciso di recarsi alle urne. Ranalli ha vinto le primarie del centrosinistra, rappresentante di quell’Italia dei Valori che esiste solo sulla carta. Ranalli, con un partito semi fantasma alle spalle ha battuto il Pd. Davide che batte Golia nel centrosinistra grazie a un’altra frammentazione. Non si è riusciti a ragionare per il bene comune e anche il Pd ha mostrato debolezze e incapacità di seguire un obiettivo tutti insieme. Oggi tutti i vertici del Pd si congratulano con Ranalli pronti a chiedere quelle poltrone in giunta comunque ambite. A Sulmona è tempo di riflessioni di carattere generale. Problemi legati alla sicurezza e alla microcriminalità, ma soprattutto interventi per rilanciare l’occupazione, per evitare la chiusura di altre fabbriche. Sulmona in questi anni è stata spogliata degli uffici chiave, ha perso la presenza dell’esercito. Solo il turismo mantiene livelli occupazionali accettabili. Tocca a Ranalli invertire la rotta. «Sarò sindaco che garantirà il rinnovamento di questa città, abbiamo un programma, un progetto di città rinnovata e idee nuove per governare Sulmona, guidandola al rilancio». Ranalli ha le idee chiare. «La bassa affluenza di elettori alle urne non è un fatto positivo ma servirà da stimolo a tutti noi per riavvicinare i cittadini alle istituzioni e alla politica», ha aggiunto. «Il mio primo atto, appena messo piede a palazzo San Francesco, sarà quello di incontrare i dirigenti e dipendenti comunali; con loro voglio mettere a punto tutte le decisioni utili per un funzionamento efficiente della macchina amministrativa, indispensabile per dare risposte concrete alle legittime attese dei cittadini e per offrire seria garanzia alla soluzione di tanti problemi che affliggono la città e che vanno affrontati con una macchina amministrativa capace di funzionare, in spirito di collaborazione e di organizzazione». Un pensiero lo ha dedicato anche a Fulvio Di Benedetto. «Sento con sincerità il bisogno di rivolgere un pensiero all'amico Fulvio e rinnovo la mia solidarietà ai suoi familiari e ai suoi sostenitori». Il pensiero finale alla sua famiglia. «Mi sono stati vicini tutti i miei familiari, da mia moglie Claudia, ai tre figli e mio padre Mario, che è stato un sindacalista ferroviere dalla cui esperienza molto ho imparato». Annuncia e promette «un'opposizione costruttiva ma vigile» Luigi La Civita. È consapevole che il Popolo delle Libertà deve rinascere dalle ceneri di passaggi che poco hanno dato, che sono vissuti di personalismi. A lui il compito arduo di dare voce e soprattutto spessore alle forze di opposizione. Così scommette «sulla nascita di una nuova classe dirigente della città, ripartendo dai giovani e facendo tesoro di questa sconfitta». La Civita accetta la sconfitta. Non può farne a meno. «Da sportivo le sconfitte vanno accettate. La vittoria non si discute ma l'elevato numero di elettori che hanno rinunciato al voto deve indurre tutti noi impegnati in politica ad una seria riflessione». Lo sconfitto si è accorto di una coalizione a pezzi. «È mancato il sostegno di una parte del centrodestra, approfondiremo nei prossimi giorni il significato di questo risultato ma intanto lavoreremo con senso di responsabilità e con vigilanza serrata verso la nuova amministrazione comunale e la nuova maggioranza che s'insedieranno al palazzo municipale».

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