«Il sindacato auto Usa, attraverso il suo fondo Veba, vuole portare Chrysler in Borsa e questo al più presto può avvenire per il quarto trimestre di quest'anno». Lo ha sottolineato l'ad di Fiat, Sergio Marchionne a Venezia per il Consiglio Italia-Usa. Poi ha spiegato che Fiat porterà avanti la fusione con Chrysler anche se «non è stata ancora scelta la forma». Quanto ai tempi «non dipendono da noi. Loro hanno richiesto di andare in Borsa. Tecnicamente Chrysler può dare avvio alle procedure necessarie per la quotazione e, prima di arrivare in Borsa, comprare la quota di Veba». «Il grande vantaggio di avere a che fare con un sindacato americano - ha incalzato - è che ha una fiducia enorme di quello che fa il manager». Marchionne ha precisato che il problema da risolvere con il fondo Veba, degli operai di Auburn Hills, per acquisire la quota di Chrysler «riguarda solo il prezzo». Sui sindacati italiani l'ad del Lingotto ha spiegato che «non li vedo da molto tempo, la maggior parte dei rapporti sono buoni». Marchionne non vede differenza tra contratti nazionali o aziendali perché «quello che conta è l'efficienza del sistema». Dell'accordo sulla rappresentanza tra Confindustria e sindacati «non facciamo parte, siamo soddisfatti di quello che abbiamo raggiunto noi con i nostri dipendenti». Marchionne ha ribadito di aver confermato al ministro Zanonato che Fiat non chiuderà le fabbriche in Italia «nonostante il mercato sia un disastro». Quanto a Mirafiori «quando saremo pronti annunceremo». Rispondendo a una domanda sulla situazione degli operai, l'ad del Lingotto ha spiegato che «bisognerà autorizzare la cassa fino a che gli investimenti non partono». Il manager ha poi sottolineato che non ha chiesto incentivi al governo, nè ha intenzione di farlo ma è necessario «facilitare il processo di esportazione, creando tutte le condizioni possibili e immaginabili». L'impegno preso con il precedente governo, ha aggiunto Marchionne, «dovrà ritornare sul tavolo, credo che sia un interesse anche di Confindustria, ma non ho parlato con Squinzi. Misure per l'export aiuterebbero non soltanto noi, ma tutti gli altri». Nessun pressing sul governo che «si è insediato da 30 giorni, quindi non possiamo rompergli le scatole». Marchionne infine ha parlato di iniziative per espandersi in Cina. «Fiat e Chrysler, per sviluppare la strategia del marchio Jeep in Cina, potrebbero cercare un altro partner oltre a quello che il Lingotto ha già. Non significa che dobbiamo andare avanti con lui anche perchè sono in molti interessati ad associarsi. Ci vuole una presenza, un accordo con un produttore cinese, è richiesto dall'autorità».
Marchionne: Chrysler in Borsa entro il 2013 e fusione al più presto
«Il sindacato auto Usa, attraverso il suo fondo Veba, vuole portare Chrysler in Borsa e questo al più presto può avvenire per il quarto trimestre di quest'anno». Lo ha sottolineato l'ad di Fiat,...
