Politica

A Catania il primo test per Grillo

Gaetano Mineo Sarà il voto del riscatto e della resa dei conti. Sarà il voto dove Grillo dovrà dimostrare di avere ancora i muscoli in una Sicilia che ha coronato il suo M5S primo partito nell'Isola...

Sarà il voto del riscatto e della resa dei conti. Sarà il voto dove Grillo dovrà dimostrare di avere ancora i muscoli in una Sicilia che ha coronato il suo M5S primo partito nell'Isola, ma che è stata anche teatro dei primi dissidenti e defenestrati. In sostanza, il comico genovese si gioca il futuro nell'Isola del boom. La principale partita è a Catania dove i maggiori contendenti alla poltrona di sindaco sono due ex: l'uscente Raffaele Stancanelli (centrodestra) e Enzo Bianco (centrosinistra). Ma il responso delle amministrative di oggi e domani, in Sicilia, darà anche prova se l'asse Pd-Udc-Megafono che sostiene il governo, ancora regge. Infatti, da alcune settimane, il governatore Rosario Crocetta con il suo Megafono è sul banco degli imputati «reo» di aver già preso la volata in barba agli alleati. Il voto a Siracusa è uno spaccato - per dirne una - della frattura tra Pd e Megafono che sostengono il candidato sindaco Giancarlo Garozzo, e l'Udc che assieme al Pdl appoggiano il segretario provinciale centrista, Edy Bandiera. «Se il presidente (Crocetta, ndr) intende trasformare questa esperienza di governo nell'ennesima riedizione del lombardismo, noi ci tiriamo fuori - tuona il ministro della Pubblica amministrazione, Giampiero D'Alia - In alcuni centri andiamo divisi, e non per colpa nostra», puntella. D'altronde, dopo la doccia fredda delle Politiche, che ha visto il partito di Casini precipitare a percentuali drammatiche anche in Sicilia, l'Udc cerca un riscatto alle amministrative. Uno senario dove aleggia l'astensionismo che alle elezioni regionali dello scorso ottobre ha raggiunto i due terzi del corpo elettorale (4,5 milioni). Nell'Isola, per il primo turno, si voterà in 142 Comuni (tutte le province sono interessate) di cui quattro capoluoghi: Messina, Ragusa, oltre Siracusa e Catania, come detto. Quattro roccaforti del centrodestra, pronte a difendersi dall'assalto degli avversari pronti ad occupare la tanta agognata poltrona di primo cittadino. Sono 485 i candidati a sindaco, di cui 430 uomini e 55 donne e circa 1 milione e 700 mila gli elettori che andranno alle urne. Anche in Sicilia ci sarà la possibilità di esprimere la doppia preferenza di genere. A Catania, sei i candidati sindaci. L'ex ministro Bianco punta a tornare a Palazzo degli Elefanti per la terza volta dopo 13 anni. A sostenere il candidato del centrosinistra ci sono sei liste, dall'Udc a Sel passando per gli ingroiani e alcuni ex lombardiani. Il Megafono di Crocetta è della partita. Fiducioso Massimo D'Alema, arrivato nella città etnea: «Penso che noi avremo buoni risultati sia nei ballottaggi nazionali, sia in Sicilia». Il centrodestra catanese, invece, candida il sindaco uscente del Pdl Stancanelli, appoggiato da quattro liste e da un pezzo da novanta, Nello Musumeci (La Destra), sempre sul podio in ogni tornata elettorale. Ottimista anche il senatore del Pdl, Maurizio Gasparri, che proprio dalle falde dell’Etna ha affermato che «Catania è una delle città dove il voto amministrativo assume una grande importanza», evidenziando che «l’unità del centrodestra etneo è un fatto decisamente positivo». I grillini corrono da soli in tutti i Comuni. Sembrano trascorsi anni da quando il M5S, proprio in Sicilia, alle ultime regionali, ha sbaragliato tutti i pronostici, attestandosi come primo partito. Oggi, dopo la nascita del movimento da parte del defenestrato Antonio Venturino, il partito di Grillo zoppica. Altri deputati regionali sono pronti a passare il Rubicone. Ma di certo rimarrà spettacolare la traversata a nuoto del comico genovese tra Scilla e Cariddi.

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