La crisi di oggi è più difficile da gestire di quella del ’29 ma le misure messe in campo dal governo favoriranno la crescita. A dirlo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che sottolinea come l’Italia non poteva permettersi una stasi politica. «Purtroppo in realtà questa crisi è molto diversa rispetto agli anni ’30. Ha caratteristiche strutturali che hanno cambiato molti dei paradigmi correnti nei paesi industrializzati e si sta rivelando più difficile e complessa da gestire», ha spiegato Saccomanni, nel suo intervento a Firenze nel corso de «La Repubblica delle idee». «Nonostante ci siano state iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali, questa crisi non vuole andare via. In realtà finirà anche questa crisi», ha aggiunto. Ma in Italia, oltre a debolezze strutturali e alla severità della crisi, «abbiamo avuto - ha ricordato Saccomanni - un periodo di stasi politica che è durato dalla fine del 2012 fino a pochi giorni fa, quando è stato finalmente eletto un nuovo governo. Francamente sono 5 o 6 mesi che l’Italia non si poteva permettere in questa fase. Sarebbe stato più facile gestire la crisi se avessimo avuto un Governo nella pienezza dei suoi poteri». Il numero uno del Tesoro ha poi assicurato che il governo da poche settimane ha iniziato «a prendere un certo numero di misure, tutte nel senso di superare la stagnazione avuta in questo periodo. Penso che le misure che abbiamo preso faciliteranno il ritorno a una prospettiva di crescita. Le statistiche sono ancora riferite a quel periodo precedente». Saccomanni ha poi detto che «il taglio del cuneo fiscale è un obiettivo primario che contiamo di portare avanti nel medio termine. Non possiamo fare una riforma di tale portata in quattro e quattro otto». Il governo inoltre si impegnerà «a fare il monitoraggio costante sul pagamento»alle imprese dei debiti della p.a. Un colpo di fioretto è arrivato anche per Silvio Berlusconi che ha chiesto ieri di battere i pugni sul tavolo della Merkel per chiedere una rinegoziazione dei parametri di deficit e Pil. «Molti degli euroscettici hanno avuto il loro tempo per fare un braccio di ferro con Angela Merkel, si vede che non ci sono riusciti» ha detto Saccomanni. Infine le tasse: «Penso che gli annunci fatti dal governo vadano nella direzione di ridurre la pressione fiscale per dare fiato a imprese e famiglie a medio termine» ha concluso il ministro Saccomanni. Sul tema della disoccupazione giovanile è tornato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini: «I giovani che non trovano un lavoro non sono il 40% del totale dei ragazzi italiani, ma l’11% di coloro che sono attivi sul mercato del lavoro. Sono 650mila persone, un numero aggredibile». Le proposte del governo arriveranno a fine mese e saranno operative già a settembre.
Saccomanni: crisi più difficile del ’29. Non vuole andarsene. Ma finirà
La crisi di oggi è più difficile da gestire di quella del ’29 ma le misure messe in campo dal governo favoriranno la crescita. A dirlo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni che sottolinea...
