REGGIO CALABRIA «Non ti scriverò più, questa sarà l’ultima volta e dopo non sentirai più niente di me, già ti ho fatto soffrire tanto». Inizia così la lettera che il pentito Nino Lo Giudice, scomparso dal luogo dove scontava gli arresti domiciliari, ha inviato al figlio Giuseppe, chiedendogli di consegnare un plico sigillato a due legali del foro di Reggio Calabria, gli avvocati Francesco Calabrese e Giuseppe Nardo. All’interno del plico vi è un memoriale in cui l’ormai ex collaboratore di giustizia ritratta tutto quanto già affermato in diversi processi. «Penso - continua Lo Giudice nella lettera - che non ci vedremo mai più, questa è l’ultima cosa che ti chiedo, ho combinato un danno irreparabile nei confronti di tua madre e di tutti voi. Addio con tutti non so cosa farò dopo che avrò spedito questa lettera, né dove andare visto che sono stati abbandonato da tutti, una cosa è certa, Dio sempre con me e, mi basta. Ti mando l’ultimo bacio anche se penso che non lo accetterai. Ciao sei sempre nel mio cuore. Tuo papà». Lo Giudice ha inviato un testo anche all’avvocato Giuseppe Nardo, un memoriale in cui ritratta le accuse. «Vi scrivo - dice Lo Giudice al legale - perché voglio che sappiate molte delle cose che nessuno sa ancora e, che desidero esternare anche con voi che difendete molte persone che io ho accusato ingiustamente».
Pentito fugge e scrive al figlio «Ritratto tutto»
REGGIO CALABRIA «Non ti scriverò più, questa sarà l’ultima volta e dopo non sentirai più niente di me, già ti ho fatto soffrire tanto». Inizia così la lettera che il pentito Nino Lo Giudice,...