Politica

Il cervello dei giocatori non è più lo stesso

Mentire è il primo dei quattro sintomi della dipendenza patologica Per guarire non basta cambiare vita, serve riallineare i circuiti mentali

La storia del gioco d'azzardo è strettamente legata alla storia dell'uomo, tanto che le prime notizie risalgono all'incirca al 3000 a.C. e sono documentate nell'antico Egitto. in India, in Cina, in Giappone. Oggi il gioco è stato legalizzato. L’ampliamento della possibilità di giocare favorisce comportamenti patologici e sta divenendo materia di ricerca per le discipline psicologiche. Lo studio sociale dei comportamenti ci permette di notare, che proprio nei periodi di crisi economica abbiamo un aumento dei giocatori. In Italia si stima che l'80% della popolazione gioca almeno una volta l'anno e la percentuale dei giocatori patologici è compresa tra l'1% e il 3%; ciò è stato anche agevolato dalla nascita delle nuove tecnologie che hanno reso sempre più semplici e pratiche le opportunità di giocare. Internet ci offre un chiaro esempio di gioco alienante dalla realtà, infatti consente di giocare da casa, con la carta di credito, in modo discreto e solitario, a ogni ora. In questo modo virtuale ed emotivo c’è e si vive l’illusione della facilità di accesso alla vincita. Al contrario, la percezione dell'evento negativo, la perdita di denaro appare emotivamente lontana e quindi non preoccupante. Tutto ciò favorisce la possibilità di rendere l'attività del gioco da momento ludico a comportamento compulsivo. In più nel gioco virtuale non esiste il confronto con gli altri, non ci sono sguardi giudicanti che possono frenare l'impulso al gioco. Il numero dei giocatori patologici in Italia di circa mezzo milione, ci indica che un numero cospicuo di persone ha bisogno di cure appropriate a causa del comportamento ossessivo compulsivo che ha sviluppato. L'Eurodap osserva da tempo questo fenomeno, anche con questionari on-line e ha promosso, insieme con l'Unione Consumatori Italiana una interpellanza parlamentare sul controllo della pubblicità del gioco d'azzardo. L'Eurodap é anche intervenuta al convegno del Cese (Comitato Europeo Sociale ed Economico ) "Verso il gioco d'azzardo on-line sicuro e regolamentato: utopia o realtà?", per porre l'attenzione sulla pericolositá che lo sviluppo delle possibilità di giocare potrebbe rappresentare. È necessario attuare programmi di prevenzione, a livello di pubblicitá, informazione, controllo dei siti on line che sono spesso non autorizzati e frutto di organizzazioni di riciclaggio di denaro. Gli utenti del gioco vanno sostenuti perché non finiscano nella compulsivitá. Se la diagnosi della malattia è precoce possiamo avere una remissione totale dei sintomi. Ma va tenuto presente che i portatori di patologie compulsive sono molto restii a considerarsi malati, giustificano continuamente i loro comportamenti, negano la dipendenza e affermano di agire per scelta nascondendo ogni aspetto ai familiari. Sostengono, inoltre, di essere assolutamente in grado di smettere quando vogliono. Questo atteggiamento non permette di poter accedere alla cura se non quando la patologia ha invaso la quasi totalità del quotidiano e i sintomi sono evidentissimi. I sintomi della dipendenza sono diversi per esempio c'è la necessità di trascorrere sempre più tempo a giocare. Se si smette c'è agitazione, ansia, depressione, si perde l'interesse per qualsiasi altra attività e si deve tornare a giocare d'azzardo per stare meglio. Tutti questi sintomi, che possono apparire lentamente, difficilmente vengono riconosciuti dal giocatore e dai familiari. Il giocatore è bravissimo a dire e a dirsi bugie; i familiari prendono coscienza della patologia solo quando la situazione economica è deflagrata. Lo stato di dipendenza altera la nostra attività cerebrale. Quando si vuole curare un malato di gioco d'azzardo non si tratta di modificare il suo comportamento ma alcuni suoi circuiti cerebrali che si sono organizzati in modo disfunzionale. Consigliamo ai giocatori di osservarsi: 1) se cominciano a dire bugie per coprire il proprio comportamento 2) se quando sono lontani dalla possibilità di giocare sono apatici e il pensiero corre al momento in cui si potrà finalmente ricominciare 3) se non riescono a mantenere la posta che avevano deciso di giocare e vanno oltre 4) se cominciano a soffrire d'insonnia, agitazione, palpitazioni, irascibilità Anche per uno solo di questi sintomi è opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta che dopo aver valutato la gravità della patologia deciderà insieme con il paziente le modalità d'intervento. * Psicoterapeuta Presidente Eurodap Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico

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