Nelle giornate limpide e assolate come quella di ieri, da lassù si vede tutta Roma. La terrazza di Villa Miani, tribuna privilegiata a Monte Mario, regala uno spettacolo unico. Si scorge in basso Prati, sulla destra San Pietro, le mura leonine e la Città del Vaticano. Più avanti il Palazzaccio, l’Altare della Patria. E ancora più in fondo San Giovanni, fino all’incompiuta Città dello Sport di Calatrava a tor Vergata e, sulla sinistra, le Torri. Da quella periferia, da Tor Bella Monaca, partì la rincorsa di Alemanno a Rutelli. Era il 2008. Oggi è tutta un’altra storia. Il sindaco deve recuperare 148mila voti e dodici punti di distacco da Ignazio Marino. E riparte da Villa Miani. La Capitale si staglia in tutte le sue contraddizioni e la sua bellezza. Un’immagine simbolica buona per riassumere il pensiero di Alemanno. «Nessuno - dice il sindaco uscente - si può permettere di accusarci di non avere una visione della città. In questi cinque anni, abbiamo fatto molte cose e altre che avevamo in programma non sono state realizzate a causa dell’ostruzionismo della sinistra». Per questo Alemanno vuole prendere impegni precisi con i romani. Come fece il leader del Pdl Silvio Berlusconi l’8 maggio 2001 con il contratto con gli italiani e come fece lo stesso sindaco nel 2008. Così Alemanno lancia un «Patto con i romani» e prende l’impegno, da concretizzare nella prossima consiliatura, ad abbattere la pressione fiscale per cittadini e imprese. Il sindaco promette l’esenzione totale dell’Imu sulla prima casa per i redditi inferiori a 40mila euro, la riduzione di un punto dell’addizionale Irpef comunale e la riduzione di 2 punti dell’Imu sugli immobili commerciali. Seduti a fianco di Alemanno l’architetto Paolo Portoghesi e Carlo Ripa di Meana. «Oggi - dice Alemanno - firmiamo un Patto con i romani che tocca diversi aspetti tra cui quello dell’abbattimento delle tasse. Si tratta di impegni specifici che realizzeremo nei prossimi cinque anni nei quali garantiamo che si accelererà la trasformazione di Roma». Il Patto è articolato in 25 punti. Tra gli impegni: l’abolizione di Equitalia; guerra alle buche con un piano straordinario di manutenzione da 700 milioni; piano per la manutenzione degli edifici scolastici da 400 milioni; un fondo per il sostegno all’occupazione giovanile; completamento del Piano nomadi; azzeramento delle liste d’attesa per gli asili nido; istituzione del vigile di quartiere; completamento della rete metropolitana e apliamento di quella tranviaria; il secondo Polo turistico; ricostruzione di Tor Bella Monaca; raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 2016; attuazione del Piano casa per la realizzazione di 25.700 alloggi; estensione del Quoziente familiare. Poi, firmato il Patto, in sella. Alemanno per la chiusura della propria campagna elettorale sceglie un giro nei quartieri a bordo della propria moto. Da Prati a piazzale Kennedy fino a Ostia, dove arriva a tarda sera. «Possiamo vincere. La vittoria sarà nostra perché solo noi abbiamo l’esperienza necessaria per portare avanti Roma», ripete il sindaco a tutti i cittadini che incontra, ribadendo il motto «Vince chi vota»: «Un ultimo forte appello ad andare a votare. Oggi abbiamo fatto un Patto per Roma e su queste basi si può andare a votare». Vita, lavoro e sicurezza, i tre argomenti principali sui quali i romani dovranno fare la loro «scelta di campo». «Vogliamo che ci sia rispetto di tutta la vita, dal concepimento alla morte. Se non c’è rispetto per la vita non c’è rispetto per la persona». Garantire il lavoro, diritto di tutti: lo sblocco dei progetti bloccati dalla sinistra in Assemblea Capitolina porterà 60mila posti di lavoro. Infine la sicurezza: «Abbiamo espulso 31mila immigrati che hanno violato le regole perché chi non rispetta le regole deve andare via». E ancora: «Abbiamo sgomberato 1200 accampamenti illegali perché le regole sono il patto fondamentale da cui dobbiamo ripartire». E conclude con un’ultima considerazione: «Dobbiamo aumentare la solidarietà: con i centri anziani, investendo sui servizi sociali, perché non ci siano più cittadini di serie B, ma solo la grande dignità di essere cittadini di Roma». La Capitale - ricorda - il sindaco - «è la città che ha inventato il principio di cittadinanza e il diritto 2.500 anni fa, non possiamo dimenticarcene noi» e chiede alla platea: «Tutto questo può essere garantito da una persona che non conosce e che non ha mai amato Roma? Portate la gente a votare e questo ballottaggio lo vinciamo noi». Poi la promessa di ripristinare «tutte le agevolazioni Atac per gli anziani». Il comizio clou in piazza Risorgimento. Con Alemanno, tra gli altri, Maurizio Gasparri, Francesco Storace, Giorgia Meloni. «Questa è una delle cinque piazze e se le mettiamo insieme ne facciamo una strapiena. Abbiamo deciso di stare sul territorio per testimoniate il nostro radicalmento nei diversi quartieri e non chiusi in una piazza del centro storico - dice il sindaco - In questi ultimi 15 giorni di campagna elettorale abbiamo tentato di colmare il vuoto provocato dall’astensionismo, ma io sento che il vento è cambiato: 100mila romani hanno chiesto la tessera elettorale e questo significa che c’è grande voglia di partecipare al voto». Poi il ringraziamento a Silvio Berlusconi: «È stato al nostro fianco con il mezzo che lui preferisce: la tv. Ha fatto video messaggi, spot. Tutto il centrodestra è compatto e siamo sicuri di vincere». Poi ancora in moto. A rincorrere la riconferma.
Gianni emula il Cavaliere Un patto con i romani per tenere il Campidoglio
Alemanno gioca l’ultima carta elettorale Poi tour in moto dal centro fino a Ostia
