Il Movimento 5 Stelle va a caccia di «pianisti». E li scova al Senato. Durante la votazione degli emendamenti al decreto legge per lo sblocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, i senatori del non partito hanno puntato il dito contro Franco Carraro (Pdl), reo di aver votato al posto del collega Carlo Giovanardi. Gli attivisti hanno denunciato il comportamento dell’esponente di centrodestra al presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso. L’ex ministro per i Rapporti con il Parlamento non l’ha presa bene. Ha spiegato che era in Aula, dunque presente alla votazione, ma non al suo posto: «Mi ero alzato ma ero a due metri di distanza» ha detto Giovanardi, che ha anche aggiunto: «È impossibile che una persona possa stare seduta per tre ore». Evidente il malumore di Giovanardi. Ai 5 Stelle ha mandato un messaggio inequivocabile: «Questo non è un asilo infantile» e chi solleva questi problemi «lo fa in modo strumentale». Pronta la risposta del capogruppo del MoVimento al Senato, Vito Crimi: «Noi stiamo cercando di far rispettare le regole». A chiudere il battibecco è stato il presidente dell’assemblea, Pietro Grasso, che ha chiesto di rispettare le modalità di voto: «Ognuno deve votare al proprio posto». Ma Giovanardi ha continuato a protestare e pochi minuti dopo, regolamento alla mano, è intervenuto per precisare che è la volontà di voto che conta, altrimenti con un braccio ingessato non sarebbe possibile esprimere la propria preferenza. Ma non è tutto. Su Twitter Grillo ha scritto: «Clamorosa denuncia in aula del Movimento 5 Stelle. Hanno beccato Roberto Formigoni a fare il pianista». E sulla bacheca Facebook del gruppo M5S di Palazzo Madama non sono mancate altre denunce dei senatori pentastellati: «Votazione in Aula sugli emendamenti anti-casta - si legge in un post - Poco fa Maurizio Santangelo, delegato d’aula del M5S al Senato, ha beccato Roberto Formigoni votare due volte». Sulla pagina Fb personale, l’accusa del senatore piemontese Alberto Airola. «In aula si vota sullo sblocco dei soldi per pagare i debiti delle PA, non uno dei nostri emendamenti in favore delle Pmi viene accolto. Non è solo questo è che votano anche male soprattutto tra i banchi del Pdl, confusione e pianisti. Quando glielo si fa notare sbroccano come bambini colti con le mani nella marmellata. Giovanardi, che ritengo sia uno dei parlamentari più maleducati, fa un intervento dicendo che non siamo in un asilo. Lo facciamo mettere agli atti. Questo è il livello di questa gente». Ma sul blog Beppe ha rilanciato ancora contro la stampa. Ha aperto un sondaggio particolare. «I cittadini non possono decidere senza conoscere, né giudicare le scelte della politica. Non sono liberi. Il sondaggio di oggi vuole assegnare il microfono di legno alla rete più faziosa, al direttore di rete più schierato, al conduttore di talk show più in mala fede. A voi il giudizio». Tre le domande del quiz telematico: nella prima si doveva scegliere tra le reti tv (Rai, Mediaset, La7 e SkyTg24), nella seconda il direttore di rete peggiore mentre nella terza domanda si poteva indicare il conduttore di talk show più fazioso. I risultati, parziali, hanno bocciato come rete televisiva più faziosa Rete4, davanti a Rai 3 e a Canale 5. Il canale più affidabile è SkyTg24. E la direttrice del notiziario tv satellitare, Sarah Varetto, è stata scelta anche come la meno faziosa. Qui la maglia nera è andata a Giovanni Toti, a capo di Tg4 e Studio Aperto, che ha staccato di molto Bianca Berlinguer del Tg3. Come conduttore di talk più fazioso ha vinto Bruno Vespa di Porta a Porta, seguito da Barbara D’Urso. «L’Italia è al 69esimo posto nella classifica della libertà di informazione secondo il rapporto del 2013 di Freedom House. Un Paese giudicato semi libero. Ci precedono, tra gli altri, Ghana, Nauru, Papua New Guinea, São Tomé e Príncipe, Isole Solomon, Samoa, Tonga, Namibia e Guyana» sottolinea Grillo. Insiste: «L’informazione in Italia è manipolata, filtrata, schierata, adulterata, la massima responsabilità è delle televisioni e di chi ne fa parte. Lo so, è la scoperta dell’acqua calda se tre canali nazionali sono di proprietà di Berlusconi in palese conflitto di interessi in quanto concessionario e gli altri tre dei partiti che li usano per la loro propaganda». In serata, in un comizio a Grammichele, vicino a Catania, se l’è presa anche con il Capo dello Stato e con l’ex premier. «Non tocca al presidente della Repubblica dire che questo governo durerà 18 mesi» ha detto il comico. Poi ha aggiunto: «Ma perché l’ha detto? Forse perché temono che, se ci saranno le elezioni, vinceremo noi». Non è stato più tenero con Monti: «Chi paga le tasse, chiude. Chi non paga le tasse, sopravvive. Dobbiamo resettare questo sistema. Monti? Il curatore fallimentare d’Italia».
I grillini vanno a caccia di «pianisti»
Al Senato il M5S denuncia Carraro: «Ha votato al posto di Giovanardi» Beppe apre il sondaggio su tv e cronisti più faziosi. Primi Tg4 e Vespa
