ROMA Sono tutte accompagnate da regolare fattura le spese legate ad alcune cene presso un ristorante e quelle sostenute da un’azienda di comunicazione che ha curato la sua campagna elettorale del 2010. L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Francesco Battistoni, indagato dalla Procura di Roma per peculato dopo le denunce dell’avversario di corrente Franco Fiorito, ha spiegato per oltre un’ora ai militari del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, su delega del pm Alberto Pioletti, di non aver compiuto alcun uso illecito dei fondi destinati al partito. «Abbiamo chiarito ogni voce di spesa», si è limitato a spiegare l’avvocato Enrico Valentini, difensore di Battistoni. Nei giorni scorsi, il gup Rosalba Liso ha condannato a tre anni e quattro mesi l’ex capogruppo al Consiglio regionale Franco Fiorito, fissando in cinque anni l’interdizione dai pubblici uffici. A distanza di quasi 11 mesi dal deflagrare dello scandalo, iniziato su denuncia del successore alla tesoreria del Pdl in Regione, Franco Battistoni, la Procura di Roma col pm Alberto Pioletti -che aveva sollecitato una condanna a 5 anni- incassa una prima vittoria anche con il via libera dato al patteggiamento per gli altri due imputati, ex capi segreteria di Francone, Bruno Galassi (un anno e 5 mesi) e Pierluigi Boschi (un anno e 2 mesi). Una sentenza giunta dopo un processo svolto con rito abbreviato e che verte sull’appropriazione dei soldi trovati sugli oltre 10 conti corrente accesi dal Batman di Anagni tramite 193 bonifici. Fiorito infatti è accusato di peculato per avere dirottato su conti in Italia e all'estero oltre un milione di euro dei fondi destinati al gruppo consiliare alla Pisana.
Battistoni: da Fiorito false accuse
ROMA Sono tutte accompagnate da regolare fattura le spese legate ad alcune cene presso un ristorante e quelle sostenute da un’azienda di comunicazione che ha curato la sua campagna elettorale del...
