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Alfano rilancia: «Prima il modello francese, poi la legge elettorale»

Sul presidenzialismo «siamo vicini alla meta», perché dal Pd «sono venute aperture importanti». Il vicepremier Angelino Alfano - convocato ieri mattina al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano...

Sul presidenzialismo «siamo vicini alla meta», perché dal Pd «sono venute aperture importanti». Il vicepremier Angelino Alfano - convocato ieri mattina al Quirinale dal presidente Giorgio Napolitano - rilancia uil tema delle riforme in un’intervista a Il Giornale . «In questi 20 anni - spiega Alfano - abbiamo combattuto per il primato della sovranità popolare e per impedire che questo primato fosse mortificato dai giochi di Palazzo. La scorsa legislatura abbiamo fatto passare il presidenzialismo al Senato ma, purtroppo, ci hanno bloccato alla Camera. Ora siamo vicini alla meta perchè le aperture arrivate dal Pd sono importanti: i segnali arrivati da Renzi, da Veltroni e dallo stesso Letta sono incoraggianti». Per il vicepremier la riforma elettorale viene dopo le riforme costituzionali, soprattutto se ora si guarda al modello presidenziale. «Mettere la riforma elettorale, su cui non c’è accordo tra le forze che sostengono la maggioranza, al primo posto, è un modo - spiega il segretario del Pdl - per creare problemi al governo. Per quel che riguarda la riforma in toto del sistema di voto, credo che debba arrivare alla fine del percorso. Se il modello a cui si guarda è il presidenzialismo alla francese, si può immaginare un tipo di legge elettorale; se invece si guarda a Berlino o a Londra, i sistemi di voto sono altri. Insomma, prima vengono le riforme costituzionali e poi, alla fine del percorso, la legge elettorale. Che deve esserne conseguenza». Anche il vicepresidente del Senato in quota Pdl Maurizio Gasparri rilancia il presidenzialismo. «Il dibattito politico sulle riforme sta finalmente affrontando in maniera seria il grande cambiamento istituzionale rappresentato dal presidenzialismo - dice Gasparri - Nel Pd non mancano voci significative che aprono a riforme in senso presidenziale. Aperture che vanno colte in maniera positiva perché l’elezione diretta a suffragio universale del capo dello Stato dotato di poteri reali è la vera svolta democratica del Paese. In Italia già è in atto un presidenzialismo di fatto. È tempo che ci sia un presidenzialismo di diritto». «Bisogna fare le riforme vere e serie, non bisogna fare un ritocchino alla legge elettorale, sarebbe un fallimento - dice inoltre il vicepresidente di Palazzo Madama sul tema delle riforme - L’elezione diretta del Capo dello Stato è la premessa a una serie di altre scelte, revisione del bicameralismo, riduzione numero dei parlamentari e legge elettorale in sintonia con la scelta presidenzialista. Serve il presidenzialismo che è una garanzia vera di democrazia, se il resto è solo un problema di punire, allora aboliamo il parlamento e si fa prima. Costa molto meno - prosegue Gasparri - sotto il profilo economico, costa alla libertà e alla democrazia, non condivido». E sulle divisioni tra gli alleati del Pd il vicepresidente del Senato afferma: «Il Pd sta discutendo ma di discussioni un partito può morire, facciano una scelta mi auguro che la direzione sia più coraggiosa sul presidenzialismo».

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