Doveva essere una parata sobria. E sobria è stata. Niente Frecce Tricolori né mezzi pesanti e cavalli lungo via dei Fori Imperiali dove, stamattina, hanno sfilato le Forze Armate per celebrare il 67esimo anniversario della proclamazione della Repubblica. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano è arrivato a bordo della sua Lancia Flaminia quirinalizia intorno alle 10, mentre il premier Enrico Letta ha percorso a piedi i pochi metri tra l'altare della Patria e la tribuna autorità. E ha ricevuto gli applausi della folla radunata dietro le transenne che lo ha invitato ad andare avanti al grido di "Sei il nostro Presidente". Quindi il presidente del Consiglio ha atteso l'arrivo di Napolitano assieme al presidente del Senato Pietro Grasso e a quello della Camera Laura Boldrini. Per poi prendere posto e seguire la parata. In tribuna, presenti diversi ministri ed esponenti politici, ma non i familiari dei due marò italiani ancora in carcere in India che, pur invitati dal ministro della Difesa Mario Mauro, hanno dovuto rinunciare. Ciò nonostante Vania, moglie di Salvatore Girone, ha scritto al ministro per ringraziarlo dell'invito e per aver "dedicato questa festa anche a loro". E anche la famiglia di Massimiliano Latorre ha scritto a Mauro ringraziandolo e scusandosi per non aver partecipato. "Lei ben conosce i motivi per cui non potremo essere lì - si legge nel testo della lettera -, e cioè regalare al nostro Massimiliano dei momenti insieme in virtù di ricorrenze che cadono proprio in questi giorni". Il riferimento sarebbe al compleanno di Latorre che i suoi famigliari hanno voluto festeggiare insieme a lui volando in India. Il titolare del dicastero della Difesa, al termine della parata, ha anche ricevuto un messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. "La tradizionale parata militare - ha scritto Napolitano - ha consentito anche quest'anno di unire cittadini e istituzioni nella celebrazione della nascita della Repubblica. Ho apprezzato l'appropriata concezione e l'organizzazione dell'evento e, in modo particolare, come ella abbia inteso conferire giusta sobrietà alla manifestazione, attribuendo centralità ai simboli della Nazione e agli uomini e le donne delle Forze Armate e delle rappresentanze dello Stato e della società civile, che quotidianamente si prodigano con professionalita' e sacrificio al servizio del Paese e della comunità internazionale. Circondati dall'affetto della popolazione, essi hanno sfilato in modo impeccabile, ben rappresentando, con la compostezza del portamento, un Paese orgoglioso della propria storia e della propria cultura e determinato a superare l'attuale difficile contingenza. La prego, signor Ministro, di rendersi interprete di questi sentimenti e di far pervenire a tutto il personale militare e civile che ha contribuito al successo della parata il mio più convinto plauso". Intervistato da Sky Tg24 Mauro ha anche ricordato il brigadiere Giuseppe Giangrande (ferito davanti a Palazzo Chigi) e il maresciallo Tiziano Della Ratta (ucciso nel tentativo di sventare una rapina in una gioielleria di Maddaloni): "Questo governo è nato in una circostanza di straordinaria crisi economica. Ma soprattutto, mentre nasceva, venivano feriti in strada due carabinieri tra cui, gravemente, il brigadiere Giangrande. Il giorno prima, in strada, moriva il maresciallo Della Ratta: io credo che oggi sfilassero loro per primi". Oggi pomeriggio, come da tradizione, i giardini del Quirinale saranno aperti al pubblico dalle 15 alle 19.
Ai Fori sobria parata per il 2 giugno
Niente Frecce Tricolori né mezzi pesanti. Napolitano. "Cittadini e istituzioni uniti nelle celebrazioni. Il Paese è determinato a superare la crisi". GUARDA LA FOTOGALLERY
