Una lunga lettera scritta a mano con la firma delle Nuove Br e stella a 5 punte. Dentro un sostanza non identificata descritta dal «mittente» come «miscela di zucchero e veleno». La missiva è stata recapitata ieri al governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Garbatella e quelli del nucleo investigativo di via In Selci. Secondo gli investigatori potrebbe essere opera di un mitomane. Ma le due impiegate che lavorano nella segreteria di Zingaretti e l’hanno toccata sono comunque state portate in ospedale per accertamenti. Sull’episodio la Procura di Roma ha aperto un fascicolo affidato al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Solidarietà al governatore è stata espressa da tutte le forze politiche. Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno si tratta di «un episodio grave ed inquietante». «Siamo certi - ha aggiunto in una nota - che il governatore del Lazio non si farà intimorire da quanto accaduto e proseguirà con serenità nella sua azione politica. La diversità di idee e di schieramenti politici non deve mai sfociare nella minacce o nella violenza, per questo dobbiamo tenere alta la guardia contro rigurgiti di estremismo e di intolleranza. Da parte nostra ogni giorno prosegue l’impegno perché prevalga il buon senso e il dialogo nel confronto con gli avversari». E anche Ignazio Marino, candidato sindaco del centrosinistra al Campidoglio, non ha fatto mancare il proprio messaggio: «Sono vicino al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e ai componenti del suo staff per le minacce ricevute oggi. Si tratta di un gesto assolutamente incomprensibile e intollerabile che deve essere condannato con fermezza da tutte le forze politiche. Sono convinto che queste intimidazioni non fermeranno la politica riformista e l’impegno civile che Zingaretti e la sua squadra hanno dimostrato in questi anni al servizio delle istituzioni». Per Francesco Storace, che ha telefonato al governatore, si tratta di «gesti sconsiderati che non vanno sottovalutati. Sta alla politica placare i toni che rischiano di eccitare un estremismo pericoloso». Mentre i capigruppo del Pd alla Camera e al Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda, assicurano: «Noi non ci faremo intimidire e non abbasseremo la guardia nei confronti di coloro che inneggiano alla violenza e al terrorismo». E se il coordinatore romano del Pdl Gianni Sammarco si augura che «il gesto si riveli l’opera di un mitomane perché la firma delle Brigate Rosse su qualunque documento evoca sinistri fantasmi della nostra storia», il segretario regionale del Pd Enrico Gasbarra insiste: «Sono certo che il presidente Zingaretti non si farà intimorire da chi cerca di creare un clima di violenza, di confusione e di ostacolare un’azione politica e amministrativa moderna al servizio dei cittadini».
Lettera firmata Brigate Rosse al governatore Zingaretti
Una lunga lettera scritta a mano con la firma delle Nuove Br e stella a 5 punte. Dentro un sostanza non identificata descritta dal «mittente» come «miscela di zucchero e veleno». La missiva è stata...