Sostegno al governo se rispetterà gli accordi presi su Imu e Iva, nessuna fretta sulla riforma del sistema di voto «perché gli italiani non mangiano pane e legge elettorale». Dopo una settimana esatta di silenzio dall’ultima apparizione pubblica a Roma alla manifestazione che ha chiuso la campagna elettorale di Gianni Alemanno, Silvio Berlusconi è tornato di nuovo a parlare intervenendo a «La Telefonata» con Maurizio Belpietro su Canale 5. Ribadendo che i provvedimenti economici sono i primi a dover essere approvati. E che le riforma dell’architettura dello Stato, compresa quella sulla legge elettorale, dovranno arrivare dopo. Di questi, per il Cavaliere, il più importante resta l’introduzione dell’elezione diretta del Capo dello Stato, mentre sul sistema di voto l’ex premier spinge per fare solo qualche piccolo ritocco, senza stravolgere il Porcellum. Convinto che questa sia ancora la legge che gli assicura il miglior risultato possibile. Inoltre, fare solo modifiche minime consentirebbe di evitare il parere di incostituzionalità, nei confronti di quella attuale, da parte della Consulta. Un giudizio che renderebbe impossibile tornare a votare senza averne fatta una nuova. E il Pdl si troverebbe in mano una pistola scarica. «Dobbiamo parlare dei problemi veri – ha spiegato Berlusconi intervenendo in televisione – perché non mangiamo pane e legge elettorale. Quanto a quella attuale, l'importante è che ce ne sia sempre una in vigore nel caso si debba andare a nuove elezioni». «Poi in un tempo adeguato – ha proseguito – facciamo le riforme istituzionali che sono indispensabili al Paese, vale a dire i poteri del presidente del Consiglio, il dimezzamento del numero dei parlamentari, l'obbligo per il Parlamento di approvare una legge in 120 giorni al massimo». Ma soprattutto, ha ribadito, è fondamentale dare ai cittadini «la possibilità di eleggere direttamente il Capo dello Stato. Poi, all'interno di queste riforme si farà veramente una nuova legge elettorale adeguata alla nuova forma che si riuscirà a dare al governo». Il punto fondamentale restano comunque i provvedimenti economici. «Siamo in una situazione davvero negativa, ma se a giugno il governo approvasse il decreto con le misure shock per l'economia potremmo avviare un percorso positivo per la crescita – ha ribadito l’ex premier – Ci sono in giro troppi profeti di sventura, mettiamo insieme le misure per l'economia e il lavoro, ma soprattutto facciamolo presto». «Con le risorse esistenti – ha proseguito – è assolutamente possibile abolire l'Imu sulla prima casa e sull'agricoltura ed evitare l'aumento dell'Iva. Ci sono altre misure, come la grande riforma di Equitalia e la fondamentale riforma sulle autorizzazioni burocratiche che si devono trasformare in controlli successivi alla realizzazione delle opere, che sono a costo zero e possono essere realizzate sin da subito». Un obiettivo che per Berlusconi è possibile reggiungere con questo governo. «Cercherò in tutti i modi di favorire e di far accadere» l'intesa Pd-Pdl sulle riforme, ha spiegato. «L'importante è che centrosinistra e centrodestra continuino a lavorare alle riforme». Berlusconi, però, deve anche mettere «in sicurezza» il suo partito, spesso agitato da scontri e polemiche. «Non c'è nessuna divisione all'interno del Pdl, non ci sono né falchi né colombe – è il messaggio che il Cav vuole far passare all’esterno – Sosteniamo il governo con convinzione e spingiamo con forza per i nostri obiettivi, sia per l'economia che per le riforme. Ciascuno fa la sua parte, ministri e parlamentari, c'è un grande gioco di squadra, siamo un grande movimento che non ha paura di discutere per poi prendere le decisioni migliori». Per quanto riguarda i ballottaggi per la scelta dei sindaci Berlusconi spiega di non essere preoccupato dal calo di consensi che ha avuto il Pdl. «È sempre stato così – è il suo ragionamento – Non ho partecipato continuativamente a questa campagna elettorale, ho fatto solo qualche apparizione, ma anche tra il 2011 e il 2012, nei mesi in cui avevo deciso di farmi un po’ indietro, i sondaggi sul mio partito si erano quasi dimezzati, poi la campagna elettorale per le politiche ha dimostrato che il partito è forte ed è legato al suo leader. È naturale che un grande movimento di opinione come il Pdl sia più forte nel voto politico e quando in campo c'è il suo leader. Alle elezioni amministrative la componente politica è minore e l'astensione è più alta, ma nei sondaggi siamo 5-6 punti sopra la sinistra». Futuro nero, invece, secondo il Cavaliere, per il M5S dopo le elezioni comunali: «Questo movimento era destinato a sgonfiarsi. Era naturale che tanti italiani insoddisfatti cercassero un voto di protesta. Ma ora hanno visto il burittinaio Grillo e i suoi burattini insipienti».
«Ci sono le risorse per Imu e Iva»
Berlusconi rinvia le riforme costituzionali dopo i provvedimenti economici «Gli italiani non mangiano pane e legge elettorale». Sul Pdl: «Non siamo divisi»
