Il Governatore della Banca d’Italia ha dedicato larga parte della sua relazione alle banche. A loro ha chiesto uno sforzo per generare reddito e ricchezza. Solo così possono essere stabili e solide e fornire credito e supporto all'economia. Per questo l’inquilino di Palazzo Koch ha invitato il settore a varare «interventi incisivi» sui costi per raddrizzare la situazione e, assieme alle aziende, di spezzare la «spirale negativa» che blocca l'economia generata sia dal calo della domanda delle imprese che dell’offerta delle banche. Passa inosservato nelle 20 pagine della relazione il richiamo a mettere in campo le misure, anche di natura temporanea, per ridurre le spese del personale in rapporto ai ricavi. Gli accordi a livello aziendale volti a coniugare flessibilità e flessibilità e solidarietà, contenuti nel contratto nazionale firmato nel 2011. muovono nella giusta direzione. Per far fronte alle difficoltà contingenti degli intermediari, per salvaguardare la stessa occupazione, è necessario proseguire con determinazione lungo queste linee. Ai sindacati bancari sarà corso un brivido sulla schiena. La parole di Visco preannunciano, infatti, l’ineluttabilità di un processo di razionalizzazione e tagli dei salari nominali, che si avrà con molta probabilità nei prossimi mesi nel settore bancario. Bankitalia userà la sua moral suasion in questa direzione. E l’esperienza del salvataggio delle banche del Mezzogiorno negli anni ’90 è un modello già sperimentato per non essere preso ad esempio anche nell’attuale contesto sussurrano nelle stanze di Palazzo Koch. Senza crescita della torta della ricchezza prodotta dal credito italiano il rischio non solo paventato ma anche certo è quello di un taglio generalizzato degli stipendi tra il 20 e il 30%. Per mantenere in piedi il sistema da queste cifre non si esce è il monito che circola. Nel suo discorso Visco non ha mancato di difendere l’operato della vigilanza nella vicenda del Monte dei Paschi di Siena e la severità nel giudicare i bilanci e ha lanciato una stilettata, senza farlo esplicitamente, ai sindacati soci della Banca Popolare di Milano che hanno bloccato la trasformazione in Spa chiedendo di agevolare il passaggio dalla forma a società per azioni delle popolari quotate nazionali. Alla platea dei banchieri e dei loro soci il governatore ha rinnovato l'invito a rinunciare ai dividendi. A relazione finita i banchieri hanno espresso un mugugno generalizzato.
Allarme costi e banchieri insoddisfatti
Il Governatore della Banca d’Italia ha dedicato larga parte della sua relazione alle banche. A loro ha chiesto uno sforzo per generare reddito e ricchezza. Solo così possono essere stabili e solide e...