Politica

Pd e Pdl aprono la caccia ai grillini

Renzi «tenta» gli attivisti: «Ora lavoriamo insieme». Civati media Marino e Alemanno pronti a incontrare De Vito per trovare un’intesa

Ma qualcosa si muove anche al livello nazionale. Il deputato del Pd Giuseppe Civati è il più vicino al MoVimento. Non a caso starebbe «mediando» con alcuni attivisti. Poi c’è Matteo Renzi, che ha spiegato: «Non si vincono le elezioni insultando gli altri ma convincendoli a votare per noi. C’è una parte del M5S che giustamente vuole ragionare con noi. E proprio le riforme sono il terreno su cui possiamo e dobbiamo sfidare Grillo. Grillo ha chiaramente perso le elezioni. Volevano dimezzare i parlamentari, l’unica cosa che hanno dimezzato sono i loro voti. Però i temi che Grillo pone, dall’abolizione del finanziamento pubblico alla semplificazione istituzionale, non è che siano meno forti di prima. Allora dico: ragazzi, lavoriamo insieme». Il sindaco di Firenze, che oggi sarà a Roma per presentare il suo libro e per sostenere la candidatura di Ignazio Marino, ha detto ancora: «C’è un banco di prova. Esiste la possibilità di superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in una Camera delle autonomie formata dai sindaci e dai presidenti delle Regioni, senza indennità. È una cosa semplice, si fa con una riforma costituzionale. Facciamolo insieme. Volete come noi eliminare il finanziamento pubblico? Firmate la nostra proposta di legge e insieme aboliamo i soldi ai partiti e il Senato. Ai deputati del M5S dico: anziché pensar solo agli scontrini, dateci una mano a cambiare le cose sul serio». Beppe Grillo non si preoccupa. Non ci sta a vedere su giornali e tv il funerale del MoVimento e rilancia: «Dopo le elezioni politiche e l’affermazione del M5S, Casaleggio disse che per lui "Era un giorno come un altro". Valeva anche per me. Nel senso che era la tappa di un percorso. Non abbiamo fretta. Anche ieri, dopo le comunali è stato un giorno come un altro. Nessun trionfo a febbraio, nessun tonfo a maggio. L’obiettivo del M5S è di cambiare il Sistema, le regole del gioco, di introdurre nella Costituzione strumenti di democrazia diretta, oggi totalmente assenti o disattesi. E, come ovvio, di andare al Governo, ma senza questi partiti che hanno distrutto l’Italia e che oltre a essere la malattia si propongono come cura. Non abbiamo fretta». Beppe torna sui dati: «Il cosiddetto risultato disastroso di ieri consentirà a circa 400 consiglieri del M5S di entrare nelle municipalità, di fare proposte, operare da sentinella per i cittadini. È tanto? È poco? È comunque un risultato che consente al M5S di raddoppiare la sua presenza nei Comuni». Infine il comico genovese spiega: «Ogni tanto è bene ribadire che il MoVimento non è un partito, non fa alleanze con i partiti, né inciuci. Questo vale per i prossimi ballottaggi dove non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra, tra loro non c’è alcuna differenza».

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