Politica

Diritto di voto già a 16 anni e meno spese

Riduzione del numero di deputati e senatori, «sforbiciata» ai consiglieri regionali, soppressione delle Province e abbassamento del diritto di voto a 16 anni. Questi alcuni punti della mozione sulla...

Riduzione del numero di deputati e senatori, «sforbiciata» ai consiglieri regionali, soppressione delle Province e abbassamento del diritto di voto a 16 anni. Questi alcuni punti della mozione sulla riforma costituzionale e istituzionale targata M5S. Nel documento i grillini chiedono «di avviare preliminarmente un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l’indizione di un referendum popolare di indirizzo, nel quale i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull’opportunità di modificare ed in quale modo la forma di governo e di Stato, tenendo conto delle risultanze emerse da un apposito dibattito pubblico approfondito ed aperto a tutte le istanze partecipative, condotto sulla base di diversi punti: a) di un programma comunicativo sui mezzi di informazione, di almeno sei mesi, ad opera dei gruppi parlamentari presenti in Parlamento alla data dell'approvazione del presente atto di indirizzo. E ancora: b) di un programma comunicativo sui mezzi di informazione e sulla rete internet, di almeno sei mesi, ad opera degli esperti nell'ambito costituzionalistico; c) di un programma formativo, di almeno sei mesi, nell'ambito del percorso scolastico ed universitario, di ogni ordine e grado, diretto all'approfondimento degli argomenti oggetto del referendum di indirizzo; d) di un diritto di voto ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, sedici anni di età. Nella mozione M5S si chiede poi di «promuovere, in tempi rapidi, una limitata riforma della parte seconda della Costituzione, che, in particolare, preveda: la riduzione del numero dei deputati e dei senatori; la riduzione del numero dei consiglieri regionali; la soppressione delle Province». E ancora: «l’introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum funzionale; l'eliminazione di ogni quorum funzionale per il referendum abrogativo; la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello - pari a due - che ogni cittadino può essere chiamato a ricoprire; la previsione della incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva».

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