L’ultimo di questi spifferi arriva da Adriano Tilgher, storico esponente di Avanguardia Nazionale, che il prossimo sabato ha chiamato a raccolta a Roma all’hotel Universo politici e attivisti, di destra ma non solo. Obiettivo, «palingenesi». Tilgher punta il dito sulla corruzione partitica e punzecchia il leader della Destra Storace invitandolo a sottolineare la propria diversità rispetto allo strapotere berlusconiano. Secondo Tilgher urgono risposte al segnale arrivato da questo primo turno d’elezioni, elezioni «vinte dal popolo che non è andato a votare». L’istanza di rinnovamento va insomma raccolta. Con un nuovo partito di destra? «Quello che può nascere è un fronte, più che un partito – spiega - anche dire che sarà un contenitore di destra è errato, ora che destra e sinistra sono un amalgama al soldo dell’eurocrazia; la linea di demarcazione è tra popolo e poteri forti: i poteri forti hanno il "partito" Alfano-Letta, noi dobbiamo fare il partito del popolo». Tuonando contro l’Italia a sovranità limitata, la fregatura dell’euro «moneta di un’Europa che non esiste», quella dello Spread «e simili parolacce anglofile usate per prendere in giro la gente», e il capitalismo finanziario «che ha smantellato il capitalismo produttivo e il Welfare seppellendoci di carta straccia», lancia l’idea: «Non temiamo l’etichetta populismo, non c’è niente di male a star dalla parte del popolo». Al leader della Destra rimprovera di essere tornato a servire «la corte berlusconiana svendutasi ai poteri forti»», Storace che «avrebbe le carte in regola per cambiare le cose» e che invece casca nell’errore di «assecondare brutte compagnie che lo trascinano verso il basso». Per Tilgher «c’è bisogno di un’Italia onesta, pulita, meritocratica» e a darle voce potrebbe essere proprio lui, «un uomo con i suoi valori, l’unico politico che si è dimesso quando era inquisito risultando poi innocente a ogni accusa». Lavori in corso, dunque, sull’identità della destra, smarcandosi il più possibile dal Pdl governativo. Che dall’humus della destra si stia levando un soggetto nuovo e insofferente al centro di gravità berlusconiano non è solo un’idea isolata, anche se per ora si tratta di auspici, iniziative, riunioni informali. Se dal lato di Fratelli d'Italia c’è Giorgia Meloni che si dice pronta a lavorare a «un nuovo progetto di destra», anche se dovrà essere al netto delle «operazioni-nostalgia», perché «non serve una rifondazione della vecchia An», qualche settimana fa Storace si è messo all’opera alla luce del sole palermitano: un incontro all’assemblea regionale per serrare le fila ex aennine, rivolgendosi a futuristi come Roberto Menia e Adolfo Urso e poi a Gennaro Malgieri, Adriana Poli Bortone e Pasquale Viespoli. A Tilgher tali ripescaggi non garbano troppo: «Resuscitare cadaveri non ha senso: questa gente quando c’era da combattere si è seduta passivamente». Non esattamente parole di concordia, eppure Tilgher si cala nelle ragioni «che hanno spinto l’elettorato a votare Grillo e infine a votare il non-voto». E ai Fratelli d’Italia piacerebbe un’eventuale leadership di Storace? Restano insomma vari i nodi da sciogliere di questa nuova destra, che eppur si muove.
«Così la destra sarà del popolo»
La sfida di Tilgher: «Costruiamo un fronte nazionale» In campo anche Storace e la Meloni. Ma il futuro è un rebus
