Politica

E ora Bersani sorride: «Abbiamo dato una smacchiatina a Berlusconi»

C’è chi si ritira dalla politica per fare il nonno. Chi annuncia che, quando lo farà, se ne andrà in Africa (e poi non lo fa). E chi, pur senza ritirarsi, è costretto a fare un passo indietro. Cosa...

C’è chi si ritira dalla politica per fare il nonno. Chi annuncia che, quando lo farà, se ne andrà in Africa (e poi non lo fa). E chi, pur senza ritirarsi, è costretto a fare un passo indietro. Cosa fa? Ovvio, se ne va al cinema. Lo ha raccontato ieri sera a Ballarò Pier Luigi Bersani. Ex, suo malgrado, segretario del Pd. «Sono di buon umore - ha raccontato -, non ho mai avuto bisogno di uno psicanalista. Sto benissimo perché ho fatto quel che dovevo fare. Certo, le giornate sono cambiate, sono riuscito anche ad andare al cinema. Ho visto Sorrentino, un film coraggioso, un bel film con dei difettuci. Ma trasportato nella vita non ci vedo un parallelo: quando si pensa di fare la cosa giusta ci si sente meglio». Quindi ha analizzato il momento politico. A cominciare dal flop del MoVimento 5 Stelle che, dopo aver rifiutato in tutti i modi le proposte dell’ex leader democratico, ora deve fare i conti con la dura realtà di un deludente risultato elettorale. «Non sto lì a cavarmi dei gusti - ha spiegato -, ma questo MoVimento che raccoglieva l’esigenza di cambiamento non ha capito che la protesta non porta a niente. La mia proposta era sincera». L’incontro in streaming con i grillini? «Mi sono sentito dire che mi sono fatto umiliare. No l’arroganza umilia chi ce l’ha. Rivendico quello streaming, l’ho fatto con la testa. Mi veniva di dire basta, certo, ma il messaggio che volevo dare è io sono sincero, vi rispetto, voglio parlare con voi». Bersani ha quindi contestato l’idea per cui il Pd sarebbe un partito destinato a perdere sempre: «Questo sconfittismo non mi piace. Governiamo tutti i comuni d’Italia, abbiamo il presidente del Consiglio. È pericolosa questa idea, perché nasconde il disimpegno, un alibi. Noi non abbiamo vinto come avremmo voluto ma non capisco quelli che abbiamo perso e poi vanno a a fare il ministro. A Berlusconi una smacchiatina gliel’abbiamo data». Quanto all’esecutivo guidato da Enrico Letta e al futuro del partito Bersani prova a inviare messaggi rassicuranti: «Abbiamo un premier, non ci sono in corso candidature a premier. Abbiamo un ottimo presidente del Consiglio che si chiama Letta. Dalle nostre responsabilità non possiamo scappare: dobbiamo governare il Paese, che si aspetta qualche risutalto». Al prossimo congresso del Pd, aggiunge, le candidature si selezioneranno «con le primarie ma che determinano il segretario, ma non il candidato premier, che ora ce l’abbiamo». Renzi? «Ha vivacità, freschezza, intelligenza rapida e pronta. Sono cose che mi piacciono di lui, che è una personalita estemamente utile. Poi ci sono cose che non condivido, proposte, stili o metodi. Ma è una discussione nostra». Magari ne riparleranno insieme quando avranno occassione di incontrarsi di nuovo. Magari ne parleranno davanti ad un bel film.

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