Politica

Supervotato il candidato morto

L’ombra di ricorsi sul risultato delle urne a Sulmona Un’elettrice chiede e ottiene la rimozione del crocifisso

PESCARA A Sulmona lo hanno votato in massa. Hanno barrato il suo nome sulla scheda pur sapendo che non potrà diventare mai sindaco, mai più. Perché lui, Fulvio Di Benedetto, è morto. Il leader della coalizione «Sulmona Unita», stroncato da un infarto undici giorni prima delle consultazioni proprio durante una manifestazione elettorale, ha riportato - a scrutinio ancora in corso - 2.195 voti (il 21,27%), piazzandosi subito dietro il candidato del Pd e di Sel Giuseppe Ranalli (3.251, il 31,50%). Grazie a questo largo consenso le cinque liste civiche che sostenevano Di Benedetto avrebbero potuto andare al ballottaggio: hanno i voti sufficienti per partecipare al secondo round, ma non hanno il candidato. Inutilmente «Sulmona Unita» nei giorni scorsi aveva chiesto il rinvio delle elezioni, sostenuta nella sua battaglia dagli appelli lanciati al Viminale dai parlamentari Giulio Sottanelli di Scelta Civica, Marco Di Lello del Psi e dall’assessore regionale agli enti locali, Carlo Masci. «La legge contiene un’anomalia e si sarebbe dovuto intervenire per sanarla - afferma adesso Masci -. C’è stata, da parte del ministro Angelino Alfano, un’attenzione al problema, ma non la sua soluzione». E ora sul risultato delle urne si proietta l’ombra di possibili ricorsi al Tar, per invalidare un voto che si considera falsato. Al ballottaggio la sfida sarà dunque tra Giuseppe Ranalli (Pd, Sel e liste civiche) e Luigi La Civita, espressione di una parte del centrodestra: il candidato del Pdl, con 1.293 voti (il 12,53%), ha superato di un soffio Enea Di Ianni, esponente di Fratelli d’Italia (1.186, l’11,49%). Il Movimento 5 Stelle, che nelle scorse elezioni politiche si era affermato come primo partito in città, è precipitato dal 30% dei consensi al 3,27%. Come se non bastasse lo choc per la morte di Di Benedetto, con il suo strascico di interrogativi e di polemiche, sabato pomeriggio un altro imprevisto aveva ritardato le operazioni di insediamento dei seggi elettorali a Sulmona. Per un errore tipografico, le schede riportavano infatti i nomi dei candidati sindaci senza l’apposito riquadro. In fretta e furia tutte e ventiquattromila sono state dunque ristampate e la loro vidimazione è slittata a domenica mattina. Le votazioni sono poi filate lisce senza intoppi. In un seggio un’elettrice ieri mattina ha chiesto di staccare il crocifisso dalla parete. «È incompatibile con il principio della laicità dello Stato, mi impedisce di esercitare il diritto di voto», ha detto Liana Moca, coordinatrice dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti. Il presidente di seggio l’ha accontentata e lei è entrata nella cabina elettorale. Sulmona è l’unico Comune al di sopra dei 15mila abitanti in cui si è votato in Abruzzo. Anche nella città di Ovidio e dei confetti la disaffezione alla politica si è tradotta in una fuga dalle urne. Il calo del numero dei votanti in città è stato del 9%: è andato ai seggi il 68% degli aventi diritto, contro il 77% registrato nelle comunali del 2008 e il 74,61% delle politiche del febbraio scorso. Anche negli altri ventisette Comuni abruzzesi interessati dalla consultazione l’affluenza ai seggi è diminuita. Complessivamente ha votato il 69,65% degli aventi diritto, con un calo del 7,95%. Ma l’emorragia è stata più contenuta che altrove: secondo i dati del Viminale, l’Abruzzo infatti occupa il terzo posto nella classifica delle regioni «virtuose», dopo la Campania (74,41%) e la Puglia (71,93%). Il Pdl ha conquistato le principali cittadine della provincia di Teramo. Ad Alba Adriatica è stata eletta sindaco Tonia Piccioni, a Notaresco si è imposto Diego Di Bonaventura, ad Atri è stato riconfermato il primo cittadino uscente Gabriele Astolfi. Il centrosinistra ha portato a casa risultati complessivamente positivi nelle province di Chieti e di Pescara, dove prevale in Comuni importanti. «Il risultato delle elezioni amministrative conferma il centrosinistra come primo schieramento regionale - afferma il segretario del Pd abruzzese, Silvio Paolucci -. Ora occorre concentrarsi su Sulmona, dove ci impegneremo per superare le divisioni del passato e unire le forze del centrosinistra. Subito dopo ci metteremo al lavoro per costruire una coalizione fra il centrosinistra e le migliori esperienze civiche per conquistare la Regione». Per l'Abruzzo, infatti, le amministrative rappresentano un test importante per verificare l’orientamento degli elettori in vista delle regionali, che si terranno tra la fine di quest’anno e il mese di marzo del 2014.

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