Elezioni amministrative: il centrosinistra avanti in tutti i capoluoghi di provincia, il Pdl costretto a inseguire e a sperare nei ballottaggi. Come avverrà a Roma il 9 giugno quando Marino e Alemanno si sfideranno all’ultimo voto per la carica di sindaco. Al primo turno Marino ha raccolto il 42.6% delle preferenze, Alemanno il 30.2%. Ma la tornata elettorale ha registrato soprattutto il tonfo del Movimento 5 Stelle che non va alla sfida del secondo turno in nessuna città. I partiti che catalizzano il voto di protesta stavolta hanno fallito. Perché la rabbia dei cittadini verso la politica si è incanalata nell’astensionismo, mai così alto: l’affluenza a livello nazionale è stata del 62.38%. «La sinistra non si illuda. La mia sfida è quella di fare un bel ballottaggio - ha detto Alemanno - poi vincerà chi vincerà però l'importante è che non vinca con la metà dei romani». Gli risponde Marino. «Credo che coloro che non sono andati a votare hanno voluto dimostrare il disgusto e la disaffezione a una politica che non risponde ai problemi delle persone - ha detto il candidato sindaco di Roma del centrosinistra - ma che risponde invece alle logiche degli amici degli amici. Se andranno a votare probabilmente daranno con il loro voto un segnale verso la direzione di rinascita. Sento la responsabilità di parlare con le tante romane e i tanti romani che vogliono uscire da questi anni di palude, le persone che sono disorientate per una Roma, dove invece degli autisti vengono assunte cubiste, ex pugili. Dalle buche per la strada alla mancanza della casa e al lavoro giovanile, io sono preoccupato di questi temi che dovremmo affrontare e risolvere fra 15 giorni».
La sfida della Capitale rinviata al 9 giugno
Marino e Alemanno al ballottaggio per la carica di sindaco di Roma. Un elettore su due ha disertato i seggi. Il centrosinistra avanti in tutti i capoluoghi di provincia. Naufragano Lega e Movimento 5 Stelle
