Il centrosinistra avanti in tutti i 16 capoluoghi di provincia – con una vittoria storica a Vicenza e tre riconferme a Pisa, Isernia e Sondrio – il Pdl costretto a inseguire e a sperare in una rivincita nei ballottaggi. Ma nel voto di ieri c’è soprattutto il tonfo, assordante, del Movimento 5 stelle che non va alla sfida del secondo turno in nessuna città e, solo a Roma, tra i capoluoghi, supera il risultato a doppia cifra. Risultato che, unito all’altro flop, quello della Lega, fa capire che i partiti che catalizzano il voto di protesta stavolta hanno fallito. Perché la rabbia dei cittadini verso la politica si è incanalata nell’astensionismo, mai così alto: alla fine l’affluenza, a livello nazionale, è stata del 62,38%. Addirittura del 54,28% nella Capitale dove un romano su due non è andato a votare. Quello uscito dalle urne è comunque un risultato elettorale che per la prima volta rivitalizza il Pd dopo una serie di insuccessi politici. Anche se, è il ragionamento di molti Democratici, con un astensionismo che ha sfiorato il 40 per cento qualsiasi risultato è falsato. E infatti anche il segretario Guglielmo Epifani non si è lasciato andare a entusiasmi eccessivi: «La scarsa affluenza alle urne non è una novità, anche se questo dato ci preoccupa. Abbiamo avuto già nel voto del Friuli Venezia Giulia un dato quasi uguale. Dentro questa astensione ci sono molte cose: la crisi, la sfiducia, una parte di riflusso del voto grillino. Come sempre bisogna capire questo disagio e provare ad interpretarlo, è una sfida per tutti». E se proprio dal Friuli la neo presidente Deborah Serracchiani si è lanciata ancora una volta in un commento velenoso contro il suo partito – «vinciamo nonostante il Pd» - Epifani alla fine si è concesso comunque un po’ di ottimismo: «Il risultato premia la capacità di governo e di radicamento del nostro partito. A Roma è andata bene: era la sfida più difficile e più importante e il risultato è andato oltre le nostre aspettative. In generale le elezioni per il Pd sono andate bene ovunque dal Nord al Sud il voto premia i nostri candidati. Il Pd comincia una risalita». Ma anche i Democratici hanno motivi per riflettere: a Siena, dopo 20 anni, il partito va al ballottaggio. Pagando lo scandalo del Monte dei Paschi. Il risultato del Pdl sembra invece bocciare la strategia del governo delle larghe intese. I candidati sindaci sono costretti ad arrancare ovunque, anche in città dove storicamente il centrodestra ha sempre vinto: a Imperia – «feudo» di Claudio Scajola – Erminio Annoni è dietro all’esponente del centrosinistra Carlo Capacci con il quale andrà al ballottaggio. E a Treviso dove da 20 anni governa la Lega, e dove il Carroccio veneto è nato, il sindaco «sceriffo» Gabriele Albertini è costretto anche lui a rincorrere e ad andare al secondo turno, mentre a Vicenza la leghista Manuela Del Lago è stata addirittura clamorosamente sconfitta al primo turno da Giovanni Manildo del Pd. Proprio la Lega è l’altra grande «malata» di queste elezioni insieme al MoVimento di Beppe Grillo. Il Carroccio paga il risultato deludente delle scorse politiche e soprattutto gli scontri interni che hanno letteralmente terremotato il partito guidato ora da Roberto Maroni. Nel Pdl, guardando il primo turno, pesa soprattutto il risultato negativo di Roma, dove il sindaco Gianni Alemanno dovrà cimentarsi in una rimonta disperata nei confronti di Ignazio Marino, avanti di quasi il 13 per cento. Un risultato che ha irritato anche Silvio Berlusconi che proprio nella Capitale è andato a chiudere la campagna elettorale. Il Cavaliere ieri ha scelto di non commentare e ai vertici del partito, riuniti ad Arcore, ha detto di minimizzare i risultati. La parola d’ordine è che il voto amministrativo non deve influire sul cammino del governo. Ma Letta, secondo il Cavaliere, deve accelerare nel fare le riforme. Perché il dato dell’astensionismo è proprio il frutto dello scollamento tra i cittadini e i partiti, colpevoli di non approvare provvedimenti concreti che incidono nella vita delle famiglie.
Il Pdl spera nei ballottaggi Crollano M5S e Lega
Il Pd conferma Pisa, Isernia, Sondrio e strappa Vicenza al Carroccio Democratici in affanno a Siena. Nessun grillino al secondo turno
