«Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, quello di arrivare al ballottaggio». Così il sindaco Gianni Alemanno ha commentato i risultati elettorali che come aniticipato da tutti i sondaggi e da una frammentazione del voto con 19 candidati sindaci hanno rinviato l’elezione del nuovo sindaco di Roma al 9 e 10 giugno. Previsioni tuttiavia non rispettate nel risultato finale. Il sindaco uscente era infatti dato di due-cinque punti sotto il maggior contendente, il candidato del centrosinistra, Ignazio Marino. Dieci punti percentuali di differenza non sono pochi, nonostante il ballottaggio si giochi ora su un piano diverso. «Il ballottaggio non è il secondo tempo di una partita ma una partita completamente diversa, in cui dobbiamo portare al voto tutti coloro che non sono andati al votare al primo turno, che sono la metà dei romani - ha detto Alemanno - la partita per me è aperta, continua al ballottaggio e combatteremo fino alla fine per avere il miglior risultato possibile per il bene di Roma. Sento il centrosinistra, come fa da cinque anni, che canta vittoria. Ma al ballottaggio è un’altra partita». Inevitabile poi un’analisi del dato choc di queste elezioni, quello sull’astensionismo che sembra aver colpito proprio l’amministrazione uscente. «Sono tutt’altro che soddisfatto per questo risultato. Mi dà fastidio che la mia città voti solo il 50 per cento dei romani e non sarei soddisfatto di essere eletto sindaco solo con una percentuale di votanti così bassa. Quando domenica ho visto i risultati sull’affluenza mi sono molto preoccupato. Ho capito che c’era qualcosa che non funzionava e che l’esito sarebbe stato diverso da quello che ci aspettavamo da sondaggi. Poteva anche chiudersi la partita al primo turno». Poi un po’ di autocritica, linfa necessaria per ripartire in questi 15 giorni di duello elettorale. «Non c’è stato un consenso, in questi anni di nostra amministrazione, tale da portare la gente a votare. C’è sicuramente un elemento di insoddisfazione nei confronti di ciò che abbiamo prodotto, ma ha anche pesato l’astensionismo. Se non sono andati a votare, significa che il problema non è solo Alemanno. C’è stata più una delegittamazione della politica che del nostro mandato». Tempo per approfondire le analisi politiche tuttavia non ne resta molto. Da oggi infatti comincia la corsa per il secondo turno. Una corsa a due che già oggi potrebbe contare il primo faccia a faccia a Ballarò. Lo sa bene il sindaco che va subito all’attacco. «Al ballottaggio è necessario che Marino cali le carte e dica cose concrete come ho fatto io. Finora, la sensazione è quella di un dibattito ininfluente, fatto solo dal sindaco uscente, non da altri. Spero che Marino non eluda il confronto, altrimenti farà indebolire questo ballottaggio». Poi la linea da seguire, partendo dall’appello agli elettori: «Faccio un ringraziamento a tutti coloro che sono andati a votare, che hanno dato un bel segnale. Adesso bisogna che contagi chi non c’è andato. Su questa base dobbiamo fare 15 giorni interamente dedicati alla città, nell’ottica che sarà una partita completamente diversa - ha ribadito Alemanno - riempiamo questa sfida di contenuti concreti». Il primo passo già annunciato dal sindaco è quello di proporre «ai cittadini un patto sulla trasparenza, una sorta di "contratto con i romani" sulla gestione della cosa pubblica. Questo patto per la trasparenza verrà integrato da un appello concreto per sviluppo, lavoro e degrado, fatto di pochi punti reali». Il recupero per Alemanno è possibile. «Se fosse confermato il distacco del 10% tra me e Marino, con l’attuale affluenza questo 10 per cento vale 124mila voti. Quando ci fu la sfida con Rutelli, cinque anni fa, la differenza era di 84mila voti». Il sindaco ha anche contato 250mila voti totalizzati tra i candidati sindaco Alfio Marchini e Marcello De Vito, oltre a 1,2 milioni di astenuti, che saranno bacino per il ballottaggio. «Se il dialogo ci sarà non lo rifiuteremo - ha detto - ma le persone che hanno votato Marchini e M5S hanno votato fuori da ogni logica di partito. Anche se i candidati sindaco si schierassero dalla mia parte, non credo sarebbe automatico che anche i loro elettori si schiererebbero in mio favore. È prioritario il dialogo con gli elettori». Una campagna diretta quella appena cominciata tra candidato e cittadini ma anche una partita da giocare con le possibili alleanze di movimenti che possono identificarsi in un progetto di governo cittadino piuttosto di un altro. In questo sarà indispensabile l’analisi del voto di lista, anche per comprendere la forza dei partiti, la quantità dei voti disgiunti e dunque la possibilità di recuperare in un determinato bacino elettorale. Anche in questo caso il risultato del Pdl che si sarebbe fermato sulla soglia del 20 per cento, è tutto da analizzare.
«Adesso un patto con i romani»
Il sindaco Alemanno avverte: il centrosinistra non canti vittoria Marino si presenti ai confronti tv e abbia il coraggio di calare le carte
