Una busta con due proiettili e minacce di morte. È quella recapitata mercoledì sera ad Ilda Boccassini. Il procuratore aggiunto di Milano che, dieci giorni fa, ha concluso la requisitoria nel processo «Ruby» chiedendo per Silvio Berlusconi la condanna a 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. E proprio al procedimento che vede il Cavaliere imputato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile faceva riferimento la missiva. L’ultima di una lunga serie come ha spiegato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati in un comunicato consegnato ai giornalisti. «Nelle ultime settimane - ha scritto - sono pervenute, in crescendo, numerose lettere anonime con gravi minacce nei confronti del procuratore aggiunto Boccassini e da ultimo, ieri (mercoledì ndr ), una lettera contenente due proiettili». Nella stessa nota Bruti Liberati ha ribadito che i magistrati milanesi non si faranno comunque intimidire e continueranno ad adempiere i propri doveri «nel più rigoroso rispetto delle regole e delle garanzie processuali» e fedeli «al principio costituzionale della eguaglianza di tutti di fronte alla legge». A quanto si apprende sarebbe in tutto alcune decine le lettere con insulti e minacce, scritte a mano e da persone diverse, arrivate nelle ultime settimane nell’ufficio di Boccassini. Una «corrispondenza» che si è intensificata proprio dopo la requisitoria nel processo Ruby. La busta contenente i due proiettili riporterebbe anche una sigla sconosciuta e una stella a sei punte tracciata in modo sommario. Tutte le missive sono state trasmesse al procuratore capo di Brescia, Fabio Salamone, per le indagini, dato che la persona coinvolta è un magistrato di Milano. Nel frattempo, l’Anm ha condannato il «grave e vile episodio di minacce e intimidazioni» ed espresso «forte solidarietà e vicinanza alla collega impegnata in delicati e complessi procedimenti. I magistrati continueranno senza lasciarsi condizionare, a svolgere con professionalità e imparzialità la funzione affidata loro dalla Costituzione». Solidarietà è arrivata sia da Michele Vietti, a nome dell’intero Csm, che dall’avvocato difensore di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini: «Non vi è alcun apprezzamento come è noto, nei toni e nei modi che la dottoressa Boccassini ha utilizzato in questi anni nei processi nei confronti del presidente Berlusconi. Ma si deve da parte di tutti esprimerle la massima solidarietà e la richiesta che siano rafforzate le misure di protezione, di fronte a minacce intollerabili e che non debbono trovare giustificazione alcuna».
Una lettera con due proiettili e minacce di morte a Ilda Boccassini
Una busta con due proiettili e minacce di morte. È quella recapitata mercoledì sera ad Ilda Boccassini. Il procuratore aggiunto di Milano che, dieci giorni fa, ha concluso la requisitoria nel...
