L’ha detto tante volte, adesso Beppe Grillo stringe i tempi. «Noi pensiamo di fare un anno di informazione e poi di indire un referendum per dire sì o no all’Euro e all’Europa. Nessun partito può arrogarsi il diritto di decidere per 60 milioni di persone». Su questo terreno è stato attaccato spesso il comico genovese, accusato di voler fare uscire l’Italia dall’Ue. Lui, invece, ha rivendicato l’idea di un’Europa diversa e ha riaffermato che la decisione di restare o meno nell’Eurozona spetta ai cittadini. Ieri mattina Grillo è andato a Mirandola, una delle zone più colpite dal terremoto del maggio scorso. Ha donato al Comune 420 mila euro. «Durante la campagna elettorale - hanno spiegato i deputati modenesi del M5S Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi - abbiamo raccolto 774.208,05 euro da donazioni volontarie e ne abbiamo spesi 348.506,49. Ci siamo impegnati a destinare tutto quanto non utilizzato a favore dei terremotati». I fondi saranno impegnati per ricostruire la palestra della scuola elementare nella frazione di Quarantoli. L’istituto, che aveva una piccola palestra interna, è rimasto gravemente danneggiato. Il sindaco di Mirandola, Maino Benatti, ha accolto Grillo insieme con gli assessori e ha ringraziato per la donazione. I due hanno scambiato alcune battute sulla palestra di Quarantoli, concordando sulla necessità di attrezzarla con accorgimenti che riducano l’impatto ambientale. Il progetto prevede, infatti, un edificio moderno e in classe A. Per il resto Beppe Grillo ha continuato il suo giro per l’Italia, quello che ha ribattezzato «Tutti a casa tour», e ha attaccato i partiti e l’«inciucio» tra Pd e Pdl. In un’intervista al Corriere del Ticino ha chiarito: «Si voterà a settembre-ottobre, quando la Corte di Cassazione dovrà dire sì o no al Nano. Lui farà cadere il governo, per salvarsi e salvare anche il Pd, che è compromesso con i suoi affari sporchi nelle banche, Monte dei Paschi di Siena e altre». Insomma, il quadro è sempre lo stesso: «Si salvano il c... l’uno con l’altro: un inciucione, come avevamo detto noi. Siamo noi l’unica opposizione». Poi ha ribadito: «La sfida è tra noi e gli altri: Pdl, Pd, sono la stessa cosa. Non sono nulla, sanno solo sprecare tempo e soldi, come dimostrano anche adesso. Non parlano di economia, dei problemi reali della gente, ma di finanza». Il comico genovese ha escluso qualsiasi tipo di riavvicinamento al centrosinistra. A proposito dell’Europa, Grillo ha precisato ancora: «Io sono europeista. Voglio solo che siano ridiscussi gli accordi in modo più vantaggioso per l’Italia. Abbiamo inventato il Rinascimento e adesso dobbiamo metterci in un angolo a morire zitti zitti con duemila miliardi di debito? No, grazie: non ce lo meritiamo», ha concluso. Sul blog, invece, si è concentrato sul lavoro e sulle pensioni. Soprattutto sulla differenza di trattamento tra i politici e tutti gli altri cittadini. «Quando sentite discutere di "diritti acquisiti" state tranquilli: non riguardano mai i vostri ma quelli di chi ve li toglie e, ferocemente, si tiene i propri. Le iene divorano anche l’ultimo osso». Ha aggiunto: «Per gli esodati il diritto acquisito c’era una volta, con tanto di impegni firmati dalle aziende e dallo Stato, e all’improvviso non c’era più. Per gli ex parlamentari che incassano il vitalizio, come Scalfari o Veltroni, il diritto acquisito è inamovibile "il partito me lo ha dato e guai a chi me lo tocca"». L’attacco è diretto, ancora una volta, ai politici: «Chi viene licenziato per il fallimento dell’azienda perde quasi sempre il diritto acquisito alla liquidazione, i parlamentari di Pdl e Pdmenoelle che hanno fatto fallire lo Stato mantengono comunque il diritto acquisito a un assegno di circa 150.000 euro di reinserimento nella società a fine mandato». Ma non è tutto. Nei comizi di ieri, in Toscana, Grillo ha ripreso l’allarme del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Dice quello che io dico da due anni. E se lo dice Squinzi che siamo sull’orlo del baratro...» ha sottolineato a Massa. Mentre a Siena si è soffermato sul Monte dei Paschi: «Ci vuole una Commissione d’inchiesta per capire chi ha rubato 21 miliardi ai senesi» ha tuonato. Proprio ieri mattina a Montecitorio i parlamentari del M5S hanno presentato la richiesta per istituirla. Grillo ha attaccato anche il premier. «Letta? Anzi..."Pirletta", quello che per 30 anni ha fatto il nipote di suo zio e basta, solo adesso si accorge che c’è un problema lavoro». Sulle prospettive elettorali del MoVimento, non ha mostrato timori: «Siamo in crescita sempre di più».
«Nel 2014 referendum sull’euro e l’Europa»
GrilloA Mirandola consegna 420 mila euro per ricostruire una palestra distrutta dal sisma
