Politica

Nella Capitale l’emergenza sicurezza è tutta elettorale

Il sindaco Alemanno perde le staffe in tv I dati ufficiali indicano un calo degli omicidi

Un flash back di cinque anni esatti, quelli vissuti ieri alla Tribuna elettorale del Tgr Lazio. La polemica riprende, forse non a caso, proprio sul cavallo di battaglia del centrodestra e del sindaco di Roma Gianni Alemanno, la sicurezza. A rivelarlo, implicitamente, è nel corso del dibattito il candidato del Movimento 5 Stelle, Marcello De Vito: «La campagna elettorale del 2008 si è giocata sulla sicurezza e Alemanno ha palesemente fallito». A quel tempo però, vale la pena ricordare, la maggioranza di centrosinistra parlava di «percezione della sicurezza». Un concetto mirato ad andare ben oltre i dati, ufficiali o no. E per questo, probabilmente il primo cittadino ha perso le staffe in diretta tv. Ad apertura del dibattito, la moderatrice Antonella Armentano ha citato alcuni dati Eurispes sul tema della sicurezza secondo cui dal 2007 i reati a Roma sono calati del 10,5%. Dati però subito contestati da Alemanno. «Deve citare i dati della Prefettura che parlano di un calo dei reati del 14% dal 2007, non quelli dell’Eurispes. Sta moderando male - ha accusato il sindaco - sta citando dati che fanno comodo a lei, dia quelli ufficiali». Poi gli altri candidati, tra i quali quello del centrosinistra, Ignazio Marino che invece ha incalzato: «In cinque anni a Roma è aumentato il numero di omicidi e i casi di un reato orribile come le violenze sessuali, che sono cresciute del 20% secondo il ministero degli Interni»; «Marino, non dire balle sei un professore universitario, sembri un ragazzino», ha ribattuto Alemanno. Pochi secondi dopo, il sindaco sembrava aver abbandonato lo studio, tanto che la conduttrice lo aveva salutato durante la trasmissione. Poco dopo, però, è tornato a prendere posto a sedere, lasciando intendere di essersi solo momentaneamente allontanato. «Un servizio pubblico come la Rai deve attenersi ai dati ufficiali della Prefettura, non a quelli che gli pare», ha insistito Alemanno ribadendo che, secondo i dati della Prefettura, i reati sono calati. «È merito del Prefetto e del Questore - precisa il primo cittadino - e noi abbiamo collaborato in tutti i modi soprattutto sui temi del decoro, abbiamo fatto 31mila espulsioni di immigrati che avevano violato le regole, abbiamo fatto 90mila multe contro la prostituzione in strada, 1.076 sgomberi di accampamenti abusivi. Ci siamo impegnati pesantemente sul fronte della sicurezza: non è un caso che oggi il problema principale dei romani non è più la sicurezza ma la mobilità». Solo, praticamente contro tutti, nonostante la matematica. Contro le dichiarazioni di Alemanno si è schierato il candidato di Forza nuova, Gianguido Saletnich, secondo il quale «durante gli anni della Giunta Alemanno i campi rom sono aumentati e questo è il più grosso fallimento del sindaco». «È totalmente falso», si è difeso il sindaco. Mentre, il candidato di "Roma risorge", Matteo Corsini, ha raccontato di essere stato «aggredito, in pieno giorno e sotto casa, da una banda di rapinatori di Rolex che stanno invadendo la città. Ma la Polizia è senza equipaggiamento e non tutto sul fronte della sicurezza si può attribuire al sindaco». Secondo Marino, per aumentare la sicurezza a Roma occorre «recuperare risorse». Ad esempio, spostando «in sedi di proprietà comunale i 29 commissariati di Polizia che attualmente hanno sede in edifici privati per una spesa di 70 milioni di euro in 5 anni» e destinando le risorse recuperate alla messa a disposizione di «almeno 40 macchine volanti in più per garantire la sicurezza sul territorio». Infine, secondo il candidato sindaco di Casapound, Simone Di Stefano, per aumentare la sicurezza bisogna «espellere chi non si integra e collocare i campi attrezzati sul confine della città». La polemica però diventa presto l’argomento principale della terz’ultima giornata di campagna elettorale. Cavalca l’onda, anche con umorismo, Marino: «Mi dispiace come medico che Alemanno si sia innervosito, sicuramente gli si è alzata la pressione, visto che le giugulari si sono gonfiate e se l’è presa con la giornalista che gli leggeva i dati ufficiali sulla sicurezza. Oltre me - ha aggiunto - altri otto candidati hanno letto i dati inequivocabili del Ministro dell'Interno: 12% in più di omicidi. Questa è la città che ci lascia Alemanno. Ci lascia perchè per fortuna se ne va. La situazione dal 2008, quando lui fece la sua campagna sulla sicurezza, è peggiorata. Lui si è presentato come il sindaco sceriffo ed è rimasto solo chiacchiere e distintivo». Al di là dei numeri, che comunque hanno un valore politico, c’è un dato di «percezione» inconfutabile e lo ricorda lo stesso Alemanno: «Nel 2008 il problema principale dei romani era la sicurezza, oggi è tornato quello di sempre, la mobilità e questo dimostra il miglioramento. Roma non è come Milano e altre città dove stanno aumentando fatti di cronaca gravi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.