Politica

Fioroni e renziani contro la legge anti-grillini

Dopo due giorni di polemiche le posizioni restano invariate. Da un lato Beppe Grillo che utilizza a proprio favore il tentativo di estrometterlo dalla competizione elettorale. Dalla i firmatari...

Dopo due giorni di polemiche le posizioni restano invariate. Da un lato Beppe Grillo che utilizza a proprio favore il tentativo di estrometterlo dalla competizione elettorale. Dalla i firmatari della proposta, in primis Anna Finocchiaro, che si difendono, spiegano che la proposta era già stata presentata nella scorsa legislatura, e che non c’è alcuna volontà di punire questa o quella forza politica. Per questo non hanno intenzione di ritirare il testo della legge che prevede che possano partecipare alle elezioni solo i partiti che abbiano «personalità giuridica» e uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A maggior ragione che il ddl, assegnato in sede referente alla commissione Affari Costituzionali del Senato, probabilmente non verrà mai discusso. Un atteggiamento tutto sommato coerente con quanto indicato ieri mattina dal leader del Pd Gugliemo Epifani che, parlando ai parlamentari democratici, prima li ha invitati a valutare bene i provvedimenti per evitare polemiche. E poi li ha esortati: «Se li presentiamo, difendiamoli». Parole che sembravano poter chiudere definitivamente la polemica. Neanche per sogno. Perché proprio dal Pd arrivano inviti affinché Finocchiaro e Luigi Zanda (secondo firmatario del provvedimento), ritirino subito il testo. Il primo appello è quello di 5 senatori renziani (Laura Cantini, Mario Morgoni, Stefano Collina, Mauro Del Barba e Roberto Cociancich) che in una nota scrivono: «Come gesto di responsabilità, chiediamo ufficialmente ai senatori Finocchiaro e Zanda di ritirare il disegno di legge sui movimenti, che tanta opposizione ha suscitato nel Paese. Ragioni di buonsenso e di opportunità politica in questo momento devono prevalere sul merito delle proposte formulate». «L’iniziativa assunta dalla presidente Finocchiaro e dal capogruppo Zanda - proseguono - ha purtroppo coinvolto tutto il Partito Democratico. Tale iniziativa ha inoltre creato non pochi disagi ai nostri candidati alle elezioni amministrative di domenica prossima. Auspichiamo quindi un gesto di buona volontà: si ritiri il ddl e prendiamo concordemente come gruppo parlamentare l’impegno a affrontare la questione dell’articolo 49 all’interno della sessione che riguarderà le riforme costituzionali». Sulla stessa lunghezza d’onda, ma con un accento critico in più, Giuseppe Fioroni. Che a margine del V congresso nazionale della Cisl scuola a Firenze, commenta: «In politica fare le cose giuste al momento sbagliato è come averle fatte sbagliate. Se con Grillo vogliamo risolvere il problema della competizione elettorale non facendolo partecipare alle elezioni, credo che nessuno l’abbia pensato. Se l’avesse pensato vuol dire che è un folle».

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