Politica

I renziani si scusano col Prof

L’appelloIl comitato di Milano per il sindaco di Firenze chiede scusa a Prodi e lo invita a non lasciare i Dem: «Aiuterà il partito a riprendersi»

Romano Prodi non deve lasciare il Partito democratico. Il Professore di Bologna, sempre più intenzionato a non rinnovare la tessera e ad abbandonare i democratici dopo essere stato impallinato dal fuoco amico durante le elezioni del Presidente della Repubblica, trova un alleato inaspettato: Matteo Renzi. «Spero e penso che Romano Prodi non lasci il partito», dice il sindaco di Firenze intervistato da Radio 24. Tornando sulla vicenda dell’elezione del Capo dello Stato, Renzi ribadisce al contempo la propria ferma contrarietà al’ipotesi Franco Marini. Rivelando un retroscena che manda su tutte le furie l’ex presidente del Senato. «Non aveva lo standing per diventare presidente della Repubblica - dice il rottamatore a proposito di Marini - Mi chiamò in quei giorni dicendomi che al Quirinale, ci deve andare un cattolico, ma non è accettabile che si chiedano spazi in nome dell’appartenenza religiosa. È inaccettabile dire che al Quirinale ci vuole un cattolico, non stiamo mica facendo le primarie per i vescovi». Pronta la replica sdegnata di Marini: «Renzi è un bugiardo. Non ho mai chiesto il suo aiuto per il Quirinale». La tensione nel Pd resta quindi alta e le ruggini interne seguite alla rielezione di Napolitano e all’implosione dei democratici - che in pochi giorni hanno demolito due padri nobili del partito, Marini e Prodi appunto - restano. Ma l’indifferenza generale che aveva accompagnato l’ipotesi del Professore di abbandonare il Pd trova un freno proprio grazie al sindaco di Firenze. Il Comitato Milano per Matteo Renzi arriva addirittura a scrivere una lettera a Prodi scusandosi per quanto avvenuto durante l’elezione del Capo dello Stato e per prendere le distanze dai 101 «traditori». «Presidente Prodi, noi ti chiediamo scusa», è l’incipit della petizione lanciata sul sito change.org col quale il gruppo chiede agli elettori del Pd di scrivere all’ex premier per chiedergli di restare nel partito. «Il 19 aprile - si legge nel documento - oltre cento parlamentari del Pd decisero di non votare Romano Prodi presidente della Repubblica, nonostante lo avessero acclamato candidato migliore possibile, senza eccezioni, poche ore prima. Non sappiamo e forse non sapremo mai quale sia stato il ventaglio di motivazioni che portarono un quarto dei grandi elettori del Pd a scrivere, invece di che quello Prodi, i nomi di Rodotà, Cancellieri, D’Alema. Probabilmente molti di loro hanno ritenuto di fare una intelligente o furba operazione politica, di sostenere un loro interesse o l’interesse di un loro gruppo di riferimento». «Nessuno di loro - proseguono i renziani - gli ha chiesto scusa. Ora lo facciamo noi e gli chiediamo di restare. Sarà più facile per il Pd e il centrosinistra riprendersi dalla sconfitta morale, dal calo dei consensi. Abbiamo ancora bisogno di averlo e sentirlo al nostro fianco, per dare al Pd quel ruolo e quella forma che lui ha pensato fin dall’origine di questo straordinario progetto politico».

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