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Gozi: via i 101 tiratori e subito un nuovo centrosinistra con Vendola

Via i 101 traditori e un nuovo Pd che sfoci in un nuovo centrosinistra con Sel. Per Sandro Gozi è tutto un problema di «lealtà». «Il dibattito stantio sul partito più di centro o più di sinistra mi...

Via i 101 traditori e un nuovo Pd che sfoci in un nuovo centrosinistra con Sel. Per Sandro Gozi è tutto un problema di «lealtà». «Il dibattito stantio sul partito più di centro o più di sinistra mi lascia del tutto indifferente», dice il parlamentare prodiano che non si lascia affascinare dall’ultimo botta e risposta a sinistra tra Guglielmo Epifani e Nichi Vendola nato dopo la manifestazione della Fiom di sabato scorso. «Il vero problema non è andare in piazza o meno ma ricostruire il centrosinistra e il Pd, che è stato ucciso il 19 aprile dai 101 traditori di Prodi - spiega il deputato del Pd all’ AdnKronos - Per farlo dobbiamo andare verso chi è o è stato leale, e Vendola lo è stato. Prima, però dobbiamo liberarci di quei 101 che come hanno tradito nel voto per il presidente della Repubblica possono tradire domani nell’azione di governo». Secondo Gozi, «litigare e ripetere un dibattito che non interessa a nessuno non serve a niente. Non sono la sinistra di 20 anni fa né il centro di 20 anni fa che possono ricostruire il Paese. Quello che abbiamo davanti, piuttosto, è un processo difficile ma abbiamo un Congresso che dovrà essere veramente ricostituente per preparare il nuovo governo del centrosinistra». Partendo da questa «lealtà», il deputato democratico spiega che «bisogna ricostruire il nuovo Pd lavorando bene nel palazzo. Ora che abbiamo deciso, per far fronte all’emergenza sociale ed economica, di dare fiducia a Letta il compito principale del Pd è quello di spingere Letta a soddisfare le esigenze che ci sono: per i giovani, le pensioni, evitare l’aumento dell’Iva». Poi, «dobbiamo ricostruire il centrosinistra, anche fuori dal palazzo, guardando anche a Vendola e a Sel. Ma sapendo che prima, appunto, dovremo liberarci dei 101 che abbiamo all’interno perché con quei 101 dentro non sarà possibile fare nulla». Ma nel Pd le ferite restano aperte. Così Giorgio Merlo torna a difendere Franco Marini, anche lui vittima di traditori interni al partito. «Si chiede, giustamente, scusa a Romano Prodi e si gioisce, per caso, per Franco Marini dopo che oltre 150 franchi tiratori del Pd lo hanno beffato nell’urna? - dice Merlo a proposito della proposta del Comitato Milano per Matteo Renzi di chiedere scusa al Professore dopo che oltre 100 parlamentari Pd lo hanno «cecchinato» nella corsa a Capo dello Stato - Ma non sono entrambi fondatori del Pd? O ci sono franchi tiratori di serie A e di serie B?». A non condividere la petizione a favore di Prodi è anche Roberto Caputo, vicepresidente del Consiglio provinciale di Milano ed elettore di Renzi alle primarie di dicembre: «Sta girando una petizione per chiedere scusa a Prodi per ciò che è avvenuto in Parlamento durante l’elezione del Presidente della Repubblica. Alle primarie io mi sono schierato con Renzi, ma non condivido per nulla questa scelta. Non esistono riti purificatori in cui ci si monda dagli errori politici e poi tutto termina con questa autoassoluzione. In politica, quando si sbaglia bisogna aver il coraggio di dimettersi e comunque nei partiti esistono le regole democratiche che si chiamano congressi. Io non essendo parlamentare non ero a Roma a votare e neppure sono stato coinvolto dal mio partito nelle scelte del Presidente della Repubblica, quindi non chiedo scusa a nessuno». E Pippo Civati, candidato alla segreteria dei democratici, tuona contro il rottamatore: «È un po’ che non capisco il sindaco di Firenze e ciò che sta facendo. Il Pd va rivoluzionato. Dentro sono rimasti i soggetti che abbiamo visto all’opera durante la votazione di Romano Prodi. Abbandonare ora un atteggiamento critico nei confronti del Pd è sbagliato».

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