Politica

L’EUROPA DEL NOBEL È A RISCHIO

Il ruolo predominante della Germania e l’«Unione politica» che vuole Hollande

Europa sì, Europa no. È sufficiente l’euro per farci sentire europei? Che cos’è l’Unione europea, la pace e la salvaguardia dalle guerre e la pace come valore sicuro? Ma è giusto «sopportare» l’egemonia politica, economica e sociale della Germania, sentendosi comunque un po’ diversi, pur di restare in Europa? Il presidente francese Hollande, fermo restando l’asse franco-tedesco, ha proposto di raggiungere l’unione politica entro due anni, un’unione che rende irreversibile l’euro e protegge l’ideale di un’Europa unita, a cui i Paesi sono liberi di partecipare o uscire. Nell’idea di un grande progetto europeo non va sottovalutato il rapporto conflittuale tra Germania e Gran Bretagna, i cui appuntamenti elettorali ed economici segneranno le future prospettive dell’Unione Europea. Intanto nel Paese della Merkel cresce il partito «euroscettico» che propone l’uscita della Germania dall’euro e la nascita di un unione monetaria con Paesi economicamente più affini di Spagna e Italia, come l’Austria, l’Olanda e la Finlandia. Complesso è anche il caso della Gran Bretagna, ma le elezioni ci saranno nel 2015... Insomma, saremo tradizionalmente e culturalmente europei, ma la sfiducia che si registra nei vari Paesi è un campanello d’allarme che non può passare inosservato. Come le rivolte antieuropeiste, la diffusione dei partiti anti-Europa e i rigurgiti di nazionalismi rossi e neri.

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